Somalia: raid aereo USA uccide 52 militanti di al-Shabaab

Pubblicato il 21 gennaio 2019 alle 6:00 in Africa Somalia

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L’esercito statunitense ha condotto un raid aereo sulla Somalia, sabato 19 gennaio, uccidendo 52 militanti islamici di al-Shabaab, i quali avevano attaccato una base militare somala nel corso della medesima giornata.

Il raid aereo americano di sabato 19 gennaio ha bersagliato e colpito alcuni militanti di al-Shabaab che avevano assediato una base militare nei pressi di Jilib, 370 km a sud-ovest della capitale, Mogadiscio, attraverso l’uso di un’autobomba kamikaze. A riferirlo all’agenzia di stampa Reuters sono stati alcuni ufficiali dello Stato di Jubbaland. Alcune foto testimoniano un grande autocarro bruciato, circondato da corpi carbonizzati. Altre immagini mostrano un’auto carica di esplosivi non detonati presso la base operativa di Bar Sanguni, precedentemente posta sotto assedio dagli aggressori di al-Shabaab. Il gruppo non ha ancora commentato l’accaduto. L’esercito statunitense ha reso noto che nessun civile è stato apparentemente ferito o ucciso durante il raid di sabato.

Venerdì 18 gennaio, alcuni membri di al-Shabaab avevano assalito un convoglio militare etiope che viaggiava 80 km a nord di Baidoa, nella Somalia centrale. In tale occasione, il gruppo ha reso noto di aver ucciso “oltre 57 invasori etiopi”. Il Ministero della Difesa dell’Etiopia, ad ogni modo, ha comunicato di aver usato elicotteri da combattimento per respingere l’attacco “con successo”, di modo che il convoglio potesse continuare il suo viaggio verso Baidoa.

Martedì 15 gennaio, i militanti di al-Shabaab avevano attaccato un complesso alberghiero nel limitrofo Kenya, uccidendo almeno 21 persone. Il gruppo ha una forte presenza nella Somalia centrale e meridionale, e l’esercito degli Stati Uniti, nel corso del 2018, ha intensificato i raid aerei contro i suoi militanti.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un’organizzazione jihadista fondata nel 2006 e affiliata ad al-Qaeda, che mira a rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’ONU, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica, la sharia. Al Shabaab controlla la maggior parte del Paese, ma dal 2010 l’Unione Africana e le autorità locali hanno rafforzato la propria cooperazione militare, costringendo i terroristi ad abbandonare importanti roccaforti urbane. Tuttavia, i militanti, attivi soprattutto nel sud della Somalia, continuano a compiere attacchi sistematici contro hotel, posti di blocco militari e palazzi presidenziali. Il gruppo mira a rovesciare il governo somalo internazionalmente riconosciuto, per eliminare le truppe di peacekeeping dell’Unione Africana e imporre la propria interpretazione della legge islamica.

Il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, come quello del 2016, ha inserito la Somalia tra i rifugi sicuri del terrorismo in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che, nel 2017, i terroristi somali hanno utilizzato diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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