Paraguay: la banca del DNA per identificare le vittime della dittatura

Pubblicato il 21 gennaio 2019 alle 6:05 in America Latina Paraguay

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Il Paraguay sta creando un profilo genetico senza precedenti nel paese che consentirà progressi nell’identificazione delle vittime del governo del generale Alfredo Stroessner, dittatore del paese dal 1954 al 1989.

“Si tratta di un progresso storico e di ampia portata scientifica; è fondamentale avere questo profilo della popolazione” – afferma il direttore dell’associazione Riparazione e Memoria storica Rogelio Goiburu, figlio di Agustín, attivista dell’opposizione al regime di Alfredo Stroessner scomparso nel 1977. Partito con l’obiettivo di ritrovare il luogo in cui era stato sepolto suo padre, Rogelio ha coordinato un team di ricerca e identificazione delle persone detenute, dei desaparecidos e delle vittime di esecuzioni extragiudiziali che ha già individuato e recuperato 37 resti di ossa degli almeno 425 casi, documentati dalla Commissione verità e giustizia, che si sono verificati durante la dittatura più lunga della storia del Sud America.

L’identificazione dei resti ossei riesumati viene effettuata confrontando il profilo genetico dell’osso con il database dei profili genetici della popolazione. La nuova mappa genetica apre ora la possibilità di calcoli statistici e delle probabilità, qualcosa di molto utile per indagare su reati complessi, reati sessuali e giudizi di filiazione. “Con questo dimostriamo che, nonostante le scarse risorse che lo Stato ci offre, possiamo ottenere queste importanti cose per il paese, scommettiamo che questo incoraggi molte persone a sostenere questa causa di recupero della memoria” – dice Goiburu, che è medico di formazione.

Il profilo genetico ottenuto servirà anche per altri scopi, tra cui monitorare il trapianto di organi, in particolare del midollo osseo, e la ricerca sulle origini etniche della popolazione paraguaiana.

“Il nostro obiettivo è cercare ossa e dare loro identità, rendere loro la storia che è nascosta sotto terra assieme alle ossa, per guardare al futuro sapendo cosa è accaduto in Paraguay e per rafforzare la democrazia” – dice Goiburu. Rafaela Filipazzi, José Agustín Potenza, Miguel Ángel Soler e Cástulo Vera Báez sono state le prime quattro persone i cui resti sono stati identificati e restituiti alle famiglie grazie al prelievo di campioni di sangue. Fanno parte dell’elenco di almeno 50.000 persone uccise, 30.000 desaparecidos e circa 400.000 detenuti senza processo durante il periodo del cosiddetto Piano Condor, progettato dalle dittature di Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Paraguay, Perù e Uruguay negli anni settanta e ottanta per perseguire e uccidere tutti gli oppositori che avevano cercato rifugio in altri paesi, come documentato nei cosiddetti “archivi del terrore”, una sintesi dei documenti della polizia del Paraguay ritrovati nel 1992 dal ricercatore ed ex perseguitato politico Martín Almada nella città di Lambaré e da allora oggetto di studio della polizia e della magistratura di Asunción.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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