Messico, esplode oleodotto: 79 morti

Pubblicato il 21 gennaio 2019 alle 9:42 in America Latina Messico

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L’ultimo bilancio dell’esplosione di un oleodotto nello stato di Hidalgo in Messico è di 79 morti e 81 feriti, secondo quanto riferito dal ministro della salute messicano Jorge Alcocer.

L’esplosione di una oleodotto a causa di una pompa di estrazione clandestina a Tlahuelilpan, nel centro del Messico, ha scosso il paese a causa non solo del bilancio di morti e feriti, ma anche per i dubbi sollevati dall’azione militare per evitare il sinistro. Allo stesso tempo, la reazione pubblica influenza direttamente la strategia per combattere il furto di carburante del presidente del Messico, Andrés Manuel López Obrador, che ha affidato all’esercito il compito di difendere gli oleodotti, le strutture strategiche della rete di distribuzione e le raffinerie.

Una potente esplosione, seguita da un incendio di vaste proporzione, si è verificata venerdì sera su un tratto dell’oleodotto Tuxpan-Tula, nello stato di Hidalgo, nel centro del paese, mentre centinaia di persone stavano rubando il carburante. La compagnia petrolifera statale messicana Pemex ha ufficialmente confermato che l’esplosione è il risultato della pratica illegale del furto di carburante.

Il nuovo governo del Messico ha implementato diverse strategie per combattere il furto di carburante. Oltre ad aver affidato la difesa della rete di distribuzione all’esercito, le autorità hanno interrotto il pompaggio del carburante attraverso diversi oleodotti e sono passati alla consegna del carburante mediante autocisterne.

I dubbi sul ruolo dell’esercito sorgono poiché detonazione è avvenuta due ore dopo che le autorità hanno localizzato una perdita intenzionale di benzina. L’uscita ad alta pressione del carburante ha fatto sì che centinaia di persone si recassero sul posto con damigiane e lattine in mano per cercare di prendere qualche litro di benzina, mentre i soldati cercavano di allontanarli. “Le forze armate hanno cercato di metterli in guardia e convincerli ad allontanarsi perché erano in pericolo, ma la grande maggioranza ha ignorato l’appello dei soldati” – ha affermato il governatore di Hidalgo, Omar Fayad. La testimonianza di numerosi soldati confermano le dichiarazioni del governatore Fayad. “Erano troppi, cosa potevamo fare?” ha dichiarato un soldato all’edizione americana del quotidiano spagnolo El País.

Secondo il presidente López Obrador, la perdita è una minaccia che potrebbe ripresentarsi. “Purtroppo ieri è stato il popolo di Hidalgo, ma è un rischio costante e permanente. Abbiamo fatto appello alla popolazione ad abbandonare queste attività, e ora che il governo soddisfa le richieste della gente, si registrino ai programmi sociali” – ha affermato il Presidente, che ha descritto l’intervento dei militari come “corretto e tempestivo” in risposta a una tragedia che considera una “lezione dolorosa ma istruttiva”.

L’impotenza, riconosciuta dagli stessi militari, del contingente inviato a Tlahuelilpan ha suscitato più di un dubbio sulla strategia governativa. L’esplosione, infatti, lascia anche numerosi dubbi sui protocolli da seguire in questi casi e sulla decisione delle autorità di non mobilitare più soldati nell’area dopo aver localizzato la perforazione impressionante nella conduttura.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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