Mali: 10 peacekeeper del Ciad morti in attacco di un gruppo legato ad AQIM

Pubblicato il 21 gennaio 2019 alle 10:49 in Africa Mali

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Almeno 10 peacekeeper del Ciad sono morti, mentre altri 25 sono stati feriti, in un attacco contro un campo delle Nazioni Unite nel Nord del Mali, ad Aguelhoc, domenica 20 gennaio, rivendicato dal gruppo terroristico legato ad al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM), Nusrat al-Islam wal Muslimeen. I militanti hanno giustificato l’azione riferendo che è stata in reazione alla visita in Ciad del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, avvenuta il 19 e 20 gennaio.

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha condannato l’accaduto, descrivendolo “un attacco complesso” ed ha esortato le autorità locali a individuare gli attentatori e a portarli di fronte alla giustizia. Il portavoce della missione delle Nazioni Unite in Mali (MINUSMA), Ivan Dujarric, ha reso noto che la risposta all’attentato è stata immediata e che alcuni assalitori sono stati eliminati. Secondo quanto riportato dai residenti dell’area, i terroristi sono giunti sul luogo alla guida di moto e automobili.

Dal 2012, il Mali è scosso da una guerra che è scaturita da un colpo di Stato, avvenuto il 21 marzo di quell’anno, e dalle offensive portate avanti dal Movimento Nazionale di Liberazione dell’Azawad, a prevalenza tuareg, e dagli islamisti, a partire dal dicembre 2012. L’obiettivo del movimento è quello di rendere la regione di Azawad, situata nel nord del Paese, indipendente dal governo di Bamako. Nonostante l’intervento francese nel gennaio 2013, volto a ristabilire la sovranità delle autorità maliane sui territori settentrionali, le trattative di pace sono fallite diverse volte così che, ancora oggi, il conflitto viene considerato in corso.

Il Mali è altresì interessato dalla minaccia terroristica dell’ISIS e di altri gruppi terroristici come al-Qaeda. Per cercare di arginare la presenza e contrastare l’attività degli estremisti, l’Onu ha posizionato 12.000 truppe di polizia nell’ambito della missione MINUSMA, che viene considerata la più rischiosa al mondo.  L’iniziativa è stata creata con la Risoluzione 2100 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, risalente al 25 aprile 2013, con l’obiettivo di fornire sostegno al processo di transizione politica e stabilizzazione nel Paese.

Da giugno 2018, sono aumentati anche gli scontri tra i gruppi terroristici, come AQIM, e la task force internazionale antiterrorismo nota con il nome di G5 Sahel. L’iniziativa mira a sconfiggere le milizie armate attive nell’area africana nord-occidentale e a contrastare la crescita dell’estremismo. Il corpo della missione è composto da 5.000 ufficiali, tra cui soldati, poliziotti e agenti speciali originari di Mali, Mauritania, Niger, Burkina Faso e Ciad.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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