Yemen: coalizione a guida saudita lancia raid aerei su capitale Sanaa

Pubblicato il 20 gennaio 2019 alle 11:21 in Medio Oriente Yemen

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Una coalizione araba a guida saudita ha lanciato diversi raid aerei sulla capitale yemenita Sanaa, in mano ai ribelli Houthi, nella notte tra sabato 19 e domenica 20 gennaio, aumentando le tensioni tra le fazioni in guerra mentre le Nazioni Unite tentano di mediare un accordo di pace.

L’emittente televisiva saudita Al-Arabiya ha reso noto che, nella notte tra sabato e domenica, alcuni aerei da guerra della coalizione araba hanno attaccato 7 bersagli militari, tra cui la base aerea al-Dulaimi Air Base, un sito adibito alla rimessa di droni e alcuni campi di addestramento militare. La TV gestita dagli Houthi, al-Masirah, nella medesima giornata ha reso noto che la coalizione araba, appoggiata dall’Occidente, ha condotto 24 raid aerei su Sanaa a partire dalla sera di sabato 19 gennaio, di cui 4 hanno colpito la base aerea in questione. L’emittente ha fatto sapere che sono stati colpiti anche target non militari, tra cui una fabbrica di materie plastiche dove sarebbe poi divampato un grande incendio. Gli operatori sanitari e i residenti yemeniti hanno riferito all’agenzia di stampa Reuters che almeno 2 civili sono rimasti uccisi e altri feriti, e che i raid hanno danneggiato case e appartamenti. “I raid sono stati violenti, come questi non ne abbiamo visti per un anno”, ha raccontato un residente di Sanaa, Arwa Abdul Karim, aggiungendo: “La casa ha tremato così tanto che pensavamo ci cadesse addosso”.

L’escalation nei combattimenti, che fa seguito a un attacco letale degli Houthi, condotto, il 10 gennaio, con un drone contro una parata militare governativa, fa sorgere dubbi circa le possibilità di successo di un secondo giro di negoziati mediati dall’Onu e volti a porre fine al conflitto yemenita, che è quasi entrato nel 4 anno da quando tutto è iniziato, il 22 marzo 2015.

La guerra civile nel Paese contrappone i ribelli sciiti Houthi da una parte, e le forze governative del presidente Hadi dall’altra. Quest’ultimo è sostenuto dalla coalizione a guida saudita, appoggiata, a sua volta, dagli USA, i quali inviano armi, carburante per gli aerei e riferiscono informazioni dell’intelligence. La coalizione araba a guida saudita, composta da Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Kuwait, Sudan ed Emirati Arabi Uniti, è entrata nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, in sostegno del presidente Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita ritiene invece che l’Iran fornisca armi e missili balistici ai ribelli sciiti, con i quali questi cercano di colpire il suo territorio nazionale. Teheran, tuttavia, ha sempre respinto le accuse, affermando che gli attacchi dei ribelli yemeniti sarebbero giunti in risposta ai “crimini di guerra” commessi dalla coalizione araba in Yemen e che gli Houthi avrebbero sviluppato da soli le capacità per produrre armi difensive, tra le quali i missili. Sia la coalizione araba, sia Teheran, mirano a stabilire il proprio controllo nel Paese e temono che la fazione avversa stabilisca la propria presenza nel territorio, determinando così l’influenza sciita o sunnita nella regione.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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