Immigrazione: circa 170 migranti africani dispersi nel Mediterraneo

Pubblicato il 20 gennaio 2019 alle 13:10 in Immigrazione Italia

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Circa 170 migranti africani sono al momento dispersi nel Mediterraneo in seguito a due incidenti separati di gommoni, che si erano imbarcati uno dalla Libia e l’altro dal Marocco.

La notizia è stata divulgata sabato 19 gennaio. Uno dei due gommoni era stato avvistato, già venerdì 18 gennaio, da un velivolo militare italiano mentre affondava in acque mosse. I tre superstiti di tale incidente erano stati portati nella struttura ospedaliera di Lampedusa, e hanno in seguito raccontato di aver lasciato Gasr Garabulli, in Libia, nella notte di giovedì 17 gennaio, insieme a un gruppo di 120 migranti, principalmene provenienti dall’Africa occidentale. A renderlo noto è stato Flavio Di Giacomo, portavoce dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), il quale ha affermato: “Dopo 10 o 11 ore in mare, l’imbarcazione ha iniziato ad affondare, e le persone ad affogare”. Di Giacomo ha aggiunto che a bordo vi erano 10 donne e 2 bambini, uno dei quali aveva due mesi di età. La Marina italiana ha subito allertato le autorità libiche, le quali avevano ordinato il dirottamento di una nave mercantile che si trovava sulla rotta percorsa dai migranti, tuttavia gli sforzi di salvataggio sono stati vani, e attualmente sembra che non si sia riuscito a salvare nessun altro migrante.

In un altro incidente, 53 migranti che avevano lasciato il Marocco a bordo di un gommone sono scomparsi in seguito a quella che, a detta di un superstite, è stata una collisione nel Mare di Alborán, nel Mediterraneo occidentale. A renderlo noto è stata l’organizzazione non governativa spagnola Caminando Fronteras.

L’Agenzia per i Rifugiati dell’Onu ha pubblicato un comunicato in cui si dice profondamente addolorata dalle notizie, che, in combinazione, veicolano un totale approssimativo di 170 migranti morti o dispersi in mare nel corso degli ultimi tre giorni. Tale bilancio deve ancora essere verificato in maniera indipendente dalle Nazioni Unite.

Nella giornata di sabato 19 gennaio, l’organizzazione umanitaria Sea-Watch ha reso noto di aver salvato 47 persone in mare, tra cui 8 minori non accompagnati, quando un gommone ha subito problemi e avarie a largo, a nord della città libica di Zuwara.

Matteo Salvini, il ministro dell’interno italiano nonché leader della Lega, ha dichiarato che i porti della penisola rimarranno chiusi a mo’ di deterrente per scoraggiare la tratta di esseri umani. “L’ultimo naufragio prova che se riaprissimo i porti, più persone morirebbero”, ha comunicato Salvini in un video pubblicato su Facebook nella giornata di sabato. Il ministro ha aggiunto a riprova della sua scelta di chiudere i porti che 100 persone hanno raggiunto le coste italiane a partire dal 1 gennaio 2019, e che nello stesso arco di tempo, il dato del 2018 ammontava a 2.000.

L’Organizzazione Mondiale per le Migrazioni (OIM), sabato 19 gennaio, ha reso noto che nei primi 16 giorni di quest’anno sono stati 4.216 i migranti e rifugiati entrati in Europa via mare; si tratta di un dato pari quasi al doppio rispetto ai 2.365 dello stesso periodo del 2018. Secondo le statistiche dell’OIM, l’aumento del flusso irregolare riguarda soprattutto la Spagna, che è la destinazione di arrivo dell’80% degli arrivi totali attraverso il Mediterraneo. Inoltre, l’Oim ha comunicato che dall’inizio del 2019 a oggi, 83 migranti e rifugiati sono morti nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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