Afghanistan: autobomba talebana contro convoglio del governatore, 8 morti

Pubblicato il 20 gennaio 2019 alle 10:59 in Afghanistan Asia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un’autobomba è esplosa in prossimità di un convoglio del governatore afghano della provincia meridionale di Logar, uccidendo almeno 8 membri delle forze di sicurezza, domenica 20 gennaio; il governatore è illeso.

L’attentato è avvenuto nella mattina di domenica 20 gennaio, ha reso noto il portavoce della polizia distrettuale di Logar, Shahpoor Ahmadzai, spiegando che l’ordigno esplosivo collegato a un veicolo è stato detonato in prossimità del convoglio del governatore provinciale, lungo una grande autostrada di raccordo tra Logar e la capitale, Kabul. “Purtroppo, altri 10 individui sono stati feriti, e il numero delle vittime potrebbe aumentare”, ha aggiunto Ahmadzai, confermando che, nonostante il governatore fosse effettivamente nel convoglio, egli è riuscito a uscire dall’aggressione illeso.

Zabihullah Mujahid, il portavoce del gruppo insurrezionalista talebano, ha rilasciato un comunicato in cui rivendica l’attacco, e rende noto che “un grande numero” di forze speciali afghane è rimasto ucciso o ferito nell’esplosione.

Logar, situata a circa 75 km di distanza da Kabul, è conosciuta per essere una zona di passaggio strategico verso la capitale afghana, ed è vulnerabile ed esposta agli attacchi dei talebani, in quanto la presenza dei militanti nella provincia è molto elevata.

Il 10 gennaio, il gruppo talebano aveva scagliato una serie di attacchi contro i presidi delle forze di sicurezza in quattro diverse province afghane, nelle tre province dell’Afghanistan settentrionale di Kunduz, Baghlan, Takhar, e in quella occidentale di Badghis. In tali aggressioni, sono rimaste uccise in un solo giorno almeno 32 persone addette alla sorveglianza

Gli attacchi alle forze afgane da parte dei talebani, quest’anno, hanno inflitto perdite record. Secondo l’UNAMA, secondo le stime, sono stati uccisi 2.798 civili e 5.252 feriti in attacchi in tutto il paese da gennaio a settembre di quest’anno. Il mese scorso, il presidente Ghani ha dichiarato che 28.529 forze di sicurezza afghane sono state uccise dall’inizio del 2015, una cifra molto più alta di qualsiasi altra precedentemente riconosciuta. Questa è una media di circa 20 soldati uccisi ogni giorno.

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati abbattuti dagli americani, in seguito all’invasione del 2001 e all’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo. I talebani, tuttavia, non sono l’unica preoccupazione dell’esercito di Kabul e degli USA, poiché, dal 2015, l’Afghanistan è minacciato anche dalle attività della Khorasan Province, la branca dell’ISIS attiva nell’area, che compie attacchi sistematici contro le comunità locali sciite.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.