Il Messico è pronto a mediare in Nicaragua e Venezuela

Pubblicato il 18 gennaio 2019 alle 6:00 in Messico Venezuela

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A seguito delle critiche per l’ambiguità del governo di Andrés Manuel López Obrador nella posizione assunta verso il Venezuela e Nicaragua, il sottosegretario per gli affari latinoamericani del Ministero degli Affari Esteri di Città del Messico, Maximiliano Reyes Zúñiga, ha affermato che il suo paese è pronto a mediare crisi politiche che attraversano entrambi i paesi.

“La diplomazia messicana avrà un ruolo decisivo in America Latina e nei Caraibi. Il Messico deve essere un leader nella regione e siamo disposti ad assumerci questa responsabilità. È il momento in cui il Messico torna a guardare al Sud ” – ha assicurato il rappresentante del governo ai membri della Commissione Esteri del Senato messicano.

L’intervento di Reyes Zúñiga è la prima volta che un alto dirigente dell’esecutivo di López Obrador si è pronunciato direttamente sulla crisi del Nicaragua, che ha avuto inizio il 18 aprile scorso, con le proteste contro il presidente Daniel Ortega che hanno causato 325 morti, più di duemila feriti e decine di migliaia di esuli. Reyes ha assicurato che il governo “monitorerà in modro tempestivo” la situazione, ma ha avvertito che il Messico “non accompagnerà né avallerà azioni che possano influire negativamente sul popolo nicaraguense e non siano propizie alla creazione di condizioni di fiducia necessarie per portare le parti al tavolo dei negoziati”.

La crisi del Nicaragua ha generato tese trattative diplomatiche in seno all’Organizzazione degli Stati Americani (OEA), il cui segretario generale, l’uruguaiano Luis Almagro, ha avvertito che si potrebbe invocare la Carta democratica e di espellere il paese dall’organizzazione, una misura che avrebbe gravi ripercussioni politiche ed economiche per la nazione centroamericana. L’idea di Almagro è di fare pressione su Ortega diplomaticamente in modo che si senta costretto a negoziare una soluzione pacifica al conflitto, che a gennaio supererà i nove mesi senza segni di apertura da parte del governo sandinista. Al contrario, la repressione è aumentata contro i critici e i media indipendenti.

“Il Messico sarebbe disposto a partecipare, su invito del Nicaragua, a qualsiasi meccanismo per facilitare e il dialogo che consenta alle parti in conflitto di avvicinarsi nel pieno rispetto degli affari interni e dell’autodeterminazione del Nicaragua” – ha detto Reyes, che ha annunciato anche la visita del ministro degli esteri del Nicaragua, Denis Moncada, a Città del Messico

Nel caso del Venezuela, il sottosegretario è stato più esplicito. Ha detto che non firmando la settimana scorsa le sanzioni volute dal gruppo di Lima, con i 13 paesi che compongono l’alleanza che non riconoscono il nuovo mandato di Maduro, il Messico ha inviato il messaggio che la priorità del governo è quella di affrontare la “crisi umanitaria” che soffre il paese sudamericano, mettendo in secondo piano la situazione politica. “Il nostro non è un voto di fiducia per Maduro” – ha detto Reyes, che ha aggiunto che, inviando l’incaricato d’affari dell’Ambasciata del Messico a Caracas all’insediamento del presidente venezuelano, il governo di López Obrador ha voluto “mantenere le distanze” e dimostrare che seguirà da vicino ciò che accade in quel paese.

“Il Messico non rinuncia in alcun modo alla sua preoccupazione e al monitoraggio della situazione umanitaria che si sta vivendo in Venezuela, dalla violazione dei diritti umani dei venezuelani e dall’assenza di democrazia in quel paese. Tuttavia, non vogliamo cadere nell’estremo antagonistico in cui pensiamo siano tutte le parti coinvolte nel conflitto venezuelano. Intendiamo identificarci con un centro in grado di generare ponti di dialogo” – ha concluso Reyes Zúñiga.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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