Corea del Nord-USA: incontri a Washington e a Stoccolma

Pubblicato il 18 gennaio 2019 alle 16:45 in Corea del Nord USA e Canada

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Due delegazioni, una statunitense e una nordcoreana, stanno attualmente discutendo in Svezia per porre fine allo stallo diplomatico tra i due Paesi. La notizia è sta riportata dall’agenzia di stampa Reuters. La fonte, rimasta anonima, ha riferito che lo scopo dell’incontro è quello di rivitalizzare i colloqui e di fare passi avanti nelle relazioni tra i due Stati.

A Stoccolma, da giovedì 17 gennaio a domenica 20, si stanno dunque tenendo degli incontri tra il vice ministro degli Esteri nordcoreano, Choe Son Hui, e il rappresentante speciale degli Stati Uniti per la Corea del Nord, Stephen Biegun. L’organizzazione dei colloqui è stata tenuta nascosta per mesi. La fonte di Reuters ha altresì riferito che anche il ministro degli Esteri svedese, Margot Wallstrom, il segretario del governo, Annika Soder, e l’inviato svedese in Corea, Kent Harstedt, sono seduti al tavolo dell’incontro.

Nel frattempo, venerdì 18 gennaio il Segretario di Stato americano Mike Pompeo si incontrerà con un rappresentante del governo nordcoreano, Kim Yong Chol, a Washington. L’incontro, tenuto nascosto ma divulgato dall’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap, è stato confermato dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti in una nota. Le due rappresentanze si incontreranno nel Dipartimento alle ore 16.00 italiane.

Kim Yong Chol, ex presidente dei servizi segreti ed incaricato per i colloqui con gli USA sul nucleare,  è arrivato nel Paese giovedì sera. Chol aveva già partecipato agli incontri di Washington preliminari allo storico summit del 12 giugno a Singapore tra il leader nordcoreano, Kim Jong-un, e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Ore prima dell’arrivo della delegazione nordcoreana, Trump – che aveva dichiarato il giorno dopo il vertice di Singapore che la minaccia nucleare rappresentata dalla Corea del Nord era finita – ha svelato una nuova strategia di difesa missilistica americana, in cui la Corea del Nord è descritta come una continua e “straordinaria minaccia”.

A quanto riportato da una fonte che ha familiarità con la vicenda, vi è la possibilità che Kim Yong Chol faccia visita a Trump nella Casa Bianca.

La visita è un segno di un potenziale movimento in un processo diplomatico che è rimasto fermo per mesi e, secondo la fonte, potrebbe annunciare il secondo summit tra i due capi di Stato. Tuttavia, non c’è stata alcuna indicazione di un assottigliamento delle differenze rispetto alle richieste degli Stati Uniti che la Corea del Nord abbandoni il programma nucleare che minaccia gli USA o la richiesta di Pyongyang di revocare sanzioni punitive.

In più, Pompeo aveva programmato di incontrare Kim Yong Chol per discutere un secondo vertice lo scorso novembre, ma l’incontro è stato rinviato all’ultimo momento. Il contatto tra i due Stati è stato ripreso in modo significativo alla fine di dicembre, quando Kim Jong-un ha inviato una lettera al presidente americano con un messaggio conciliatorio, per cercare di superare lo stallo nelle negoziazioni sul nucleare. Nel discorso del nuovo anno, il leader nordcoreano si è detto disposto ad incontrare Trump “in qualsiasi momento”, secondo quanto riportato dall’ambasciatore della Corea del Sud negli Stati Uniti, Cho Yoon-je, ai giornalisti.  Un’ulteriore missiva, questa volta da parte di Trump, è stata recapitata al leader nordcoreano la settimana scorsa.

Nel 2017, la Corea del Nord ha eseguito una serie di test missilistici nucleari che hanno fatto crescere la preoccupazione a livello internazionale. Il 4 e il 28 luglio 2017, Pyongyang aveva lanciato i suoi primi due missili balistici intercontinentali, il 3 settembre, aveva sperimentato una bomba all’idrogeno e, il 29 novembre, aveva dichiarato di aver miniaturizzato i suoi dispositivi militari, per renderli idonei a lanciare un missile nucleare contro gli Stati Uniti. Per tentare di fermare tale sviluppo, le Nazioni Unite e gli Stati Uniti avevano più volte imposto una serie di sanzioni sempre più restrittive su Pyongyang, limitandone le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, fra i quali quello del petrolio, tentando così di convincere le autorità del Paese a sedersi al tavolo delle trattative. Kim Jong-un, nel suo discorso di fine anno del 2017, aveva comunicato il suo desiderio di vedere gli atleti nordcoreani prendere parte alle Olimpiadi Invernali di febbraio 2018 in Corea del Sud, dando il via, in questo modo, all’apertura del dialogo con Seoul e, più tardi, con gli Stati Uniti.  

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di Redazione

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