Colombia: uniti contro il terrorismo

Pubblicato il 18 gennaio 2019 alle 11:12 in America Latina Colombia

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Unità dei colombiani contro il terrorismo. Questo è stato il messaggio centrale del presidente della Colombia Iván Duque alla fine di una tragica giornata che ha risvegliato i peggiori fantasmi del passato. L’attentato con un’autobomba all’Accademia di cadetti “General Santander” a Bogotà, un’istituzione simbolo della polizia colombiana, ha provocato almeno 20 morti e oltre 60 feriti. Il peggior attacco dopo la firma della pace con le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC). Di fronte a questo nuovo episodio di violenza, il presidente ha parlato al paese nella notte di giovedì 17 gannaio con un appello all’unità e un messaggio di fermezza che cerca di rassicurare l’opinione pubblica.

“Tutti i colombiani respingono il terrorismo all’unisono, motivo per cui vi invito ad unirvi a noi per affrontarlo e sconfiggerlo con tutto il peso delle istituzioni” – ha esortato Duque. “Oggi i terroristi hanno cercato di intimidire e terrorizzare la società colombiana e Stato. La Colombia mostrerà loro che si tratta di una nazione forte e unita e che non si spezza di fronte alla demenza di questi attacchi. Il terrorismo irrazionale si sconfigge con la risposta di tutti i colombiani, senza distinzione. Saremo in grado di sconfiggere il terrorismo con la forza delle nostre azioni e l’impegno delle nostre forze di sicurezza. Sconfiggeremo il terrorismo con la collaborazione dei cittadini. Sconfiggeremo il terrorismo con la qualità di un società rafforzata dal suo illimitato impegno per la legalità” – ha affermato il Presidente in diretta televisiva.

Nel corso della giornata Duque ha detto ai suoi collaboratori e alla stampache avrebbe agito “con tutta la fermezza e con tutta la prudenza”. Il Presidente non ha menzionato la parola pace, ma non ha criticato né fatto allusioni all’accordo raggiunto con le FARC nel 2016 dal suo predecessore, Juan Manuel Santos. Al contrario, l’ex-presidente Álvaro Uribe, leader del partito di cui Duque è espressione, ha collegato ciò che è accaduto con la transizione aperta in Colombia: “È grave se la pace fosse stata un processo di sottomissione dello Stato al terrorismo!” – ha scritto sul suo account Twitter.

Duque non ha approfondito i dettagli dell’indagine, ma confermato l’identificazione dell’autore dell’attentato, il cui nome è José Aldemar Rojas Rodríguez, e ha assicurato che vi è un gruppo di terroristi coinvolti, sebbene non abbia indicato apertamente i responsabili. “Informo quei criminali che il rifiuto sociale li attende, il rifiuto di tutti i colombiani e la comunità internazionale, e la punizione esemplare della giustizia” – ha affermato, avanzando che “domani la Forza Pubblica e l’Ufficio del Procuratore generale daranno all’opinione pubblica i dettagli delle ricerche effettuate”. Duque ha promesso alle famiglie delle vittime e alla società colombiana che l’attacco “non resterà impunito”.

Il governo colombiano e le FARC hanno siglato un accordo di pace a L’Avana il 24 novembre 2016, dopo che un primo trattato, siglato il 26 settembre dello stesso anno era stato respinto per via referendaria il 4 ottobre. Iván Duque, allora rappresentante dell’opposizione, si era opposto al trattato di pace. Altri gruppi guerriglieri, tra cui l’Ejército de Liberación Nacional (ELN), seconda guerriglia colombiana, tuttavia, non hanno siglato accordi con il governo e rimangono operativi. 

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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