Yemen: Consiglio di sicurezza adotta risoluzione per inviare osservatori a Hodeida

Pubblicato il 17 gennaio 2019 alle 14:26 in Medio Oriente Yemen

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Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha autorizzato all’unanimità il dispiegamento di oltre 75 osservatori presso il porto di Hodeida, in Yemen, per una durata di 6 mesi, al fine di preservare il cessate il fuoco.

Tale porto costituisce il principale punto di entrata dei rifornimenti di beni e degli aiuti umanitari. Dal 2014, la città di Hodeida è sotto il controllo dei ribelli Houthi. La risoluzione del Consiglio di sicurezza, proposta dal Regno Unito, chiede al segretario generale delle Nazioni Unite di inviare velocemente una missione dell’Onu a supporto della situazione a Hodeida.

La guerra civile in Yemen, scoppiata il 22 marzo 2015, contrappone i ribelli sciiti Houthi da una parte, e le forze governative del presidente Hadi dall’altra. Quest’ultimo è sostenuto dalla coalizione a guida saudita, appoggiata, a sua volta, dagli USA, i quali inviano armi, carburante per gli aerei e riferiscono informazioni dell’intelligence. La coalizione araba a guida saudita, composta da Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Kuwait, Sudan ed Emirati Arabi Uniti, è entrata nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, in sostegno del presidente Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale.

L’Arabia Saudita ritiene invece che l’Iran fornisca armi e missili balistici ai ribelli sciiti, con i quali questi cercano di colpire il suo territorio nazionale. Teheran, tuttavia, ha sempre respinto le accuse, affermando che gli attacchi dei ribelli yemeniti sarebbero giunti in risposta ai “crimini di guerra” commessi dalla coalizione araba in Yemen e che gli Houthi avrebbero sviluppato da soli le capacità per produrre armi difensive, tra le quali i missili.

Sia la coalizione araba, sia Teheran, mirano a stabilire il proprio controllo nel Paese e temono che la fazione avversa stabilisca la propria presenza nel territorio, determinando così l’influenza sciita o sunnita nella regione.

I colloqui a Rimbo, in Svezia, avvenuti a dicembre, non miravano a raggiungere una soluzione politica, ma ad accrescere la fiducia tra le parti coinvolte, ovvero le forze fedeli al presidente Hadi, unico riconosciuto dalla comunità internazionale, e i ribelli sciiti Houthi. Dietro a questi ultimi si cela l’Iran, che ha dichiarato di sostenerli politicamente, ma ha sempre negato di inviare loro armi.

Secondo quanto riferito dal segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, nell’ambito dei colloqui in Svezia, gli Houthi hanno accettato di ritirarsi da tutti e 3 i porti di Hodeida. “È ovvio che l’Onu svolgerà un ruolo importante, probabilmente di monitoraggio e di gestione dell’area”, aveva specificato il segretario, aggiungendo che ciò avrebbe facilitato l’arrivo degli aiuti umanitari e di beni alla popolazione civile, migliorando così le condizioni di vita di milioni di yemeniti.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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