USA-Corea del Nord: funzionario nordcoreano in volo verso Washington per colloqui

Pubblicato il 17 gennaio 2019 alle 13:00 in Corea del Nord USA e Canada

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L’inviato prescelto nordcoreano per i colloqui con gli Stati Uniti, Kim Yong Chol, è arrivato a Pechino giovedì 17 gennaio, e l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap ha riportato che Kim Yong è in rotta verso Washington.

I media statunitensi e sudcoreani hanno citato in precedenza fonti non identificate, secondo le quali è stato programmato un meeting tra il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, e il funzionario coreano venerdì 18 gennaio. L’incontro, secondo le fonti, avrà come fine ultimo il trovare un accordo temporaneo sulla sospensione del programma nucleare nordcoreano e delle sanzioni USA. In più, le due parti saranno incaricate dell’organizzazione del prossimo summit tra il leader nordcoreano, Kim Jong-un, e il capo della Casa Bianca, Donald Trump.

Kim Yong Chol è stato presidente dei servizi segreti del Paese asiatico ed è stato protagonista dei colloqui tenutesi a Washington a giugno 2018, e quindi l’ultimo funzionario nordcoreano ad aver fatto visita negli Stati Uniti. Nell’occasione ha consegnato una lettera di Kim Jong-un al presidente Trump che ha aperto la strada allo storico incontro tra i due leader il 12 giugno 2018 a Singapore.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Yonhap, il funzionario nordcoreano è arrivato all’aeroporto di Pechino giovedì 17, con un volo della compagnia Air Koryo da Pyongyang, ed è stato subito raggiunto dall’ambasciatore della Corea del Nord in Cina. Si prevede che salirà a bordo di un volo per Washington in serata.

Un incontro tra Pompeo e Kim Yong era già stato programmato per novembre, affinché si potesse discutere degli stessi argomenti, ma il colloquio era stato rinviato secondo il volere di Pyongyang.

La CNN ha citato una fonte “vicina ai colloqui” tra i due Paesi dicendo che Kim Yong Chol avrebbe portato a Washington una nuova lettera da Kim Jong-un a Trump.

Nel frattempo, il Ministero degli Esteri della Corea del Sud ha dichiarato che l’inviato cinese per gli affari della penisola coreana, Kong Xuanyou, e quello sudcoreano, Lee Do-Hoon, si incontreranno giovedì 17 Gennaio a Seul per discutere della possibile denuclearizzazione e pace nella penisola.

Il colloquio a Washington del 18 gennaio, secondo Reuters, potrebbe sbloccare i rapporti tra Stati Uniti e Corea del Nord. Il contatto tra i due Stati è stato ripreso in modo significativo alla fine di dicembre, quando Kim Jong-un ha inviato una lettera al presidente americano con un messaggio conciliatorio, per cercare di superare lo stallo nelle negoziazioni sul nucleare. In più, dopo il discorso del nuovo anno, il leader nordcoreano si è detto disposto ad incontrare Trump “in qualsiasi momento”, secondo quanto riportato dall’ambasciatore della Corea del Sud negli Stati Uniti, Cho Yoon-je, ai giornalisti.  Un’ulteriore missiva, questa volta da parte di Trump, è stata recapitata al leader nordcoreano la settimana scorsa.

 

Nel 2017, la Corea del Nord ha eseguito una serie di test missilistici nucleari che hanno fatto crescere la preoccupazione a livello internazionale. Il 4 e il 28 luglio 2017, Pyongyang aveva lanciato i suoi primi due missili balistici intercontinentali, il 3 settembre, aveva sperimentato una bomba all’idrogeno e, il 29 novembre, aveva dichiarato di aver miniaturizzato i suoi dispositivi militari, per renderli idonei a lanciare un missile nucleare contro gli Stati Uniti. Per tentare di fermare tale sviluppo, le Nazioni Unite e gli Stati Uniti avevano più volte imposto una serie di sanzioni sempre più restrittive su Pyongyang, limitandone le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, fra i quali quello del petrolio, tentando così di convincere le autorità del Paese a sedersi al tavolo delle trattative. Kim Jong-un, nel suo discorso di fine anno del 2017, aveva comunicato il suo desiderio di vedere gli atleti nordcoreani prendere parte alle Olimpiadi Invernali di febbraio 2018 in Corea del Sud, dando il via, in questo modo, all’apertura del dialogo con Seoul e, più tardi, con gli Stati Uniti. 

 

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di Redazione

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