May ottiene la fiducia del Parlamento inglese

Pubblicato il 17 gennaio 2019 alle 11:47 in Europa UK

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Il primo ministro inglese, Theresa May, ha ottenuto la fiducia del Parlamento, sconfiggendo la mozione contro di lei presentata dal laburista Jeremy Corbyn, con 325 voti contrari e 306 favorevoli. Adesso, May avrà tre giorni per tornare davanti alla Camera con un nuovo piano per la Brexit. A tal fine, riporta The Indipendent, è previsto che nella giornata di giovedì 17 gennaio la premier incontri i leader dell’opposizione e gli euroscettici del suo partito.

Durante la notte passata, May ha esortato tutti i politici a mettere da parte l’interesse personale e di collaborare attravwrso una dichiarazione rilasciata da Downing Street. Nel frattempo, la sera del 16 gennaio, il primo ministro ha colloquiato con il leader dei Liberal Democratici, Sir Vince Clable, il leader del Partito Nazionale Scozzese (SNP) in seno alla Camera dei Comuni, Ian Blackford, e il leader del partito gallese Plaid Cymru’s, Liz Saville-Robert. Corbyn, capo dei laburisti, al contrario, ha dichiarato che incontrerà May soltanto quando non ordinerà una Brexit senza alcun accordo.

I conservatori sono profondamente divisi sul modo in cui May dovrà adattare il piano B per l’uscita dall’Unione Europea affinché venga accettato da tutti i membri del Parlamento. Alcuni ministri hanno espressamente chiesto una maggiore flessibilità. Il segretario della Giustizia, David Gauke, ha messo in guardia il governo, suggerendo che non rimanga in uno stato di stallo, mentre ad avviso di Amber Rudd, del Partito Conservatore, un’unione doganale non riuscirà ad essere raggiunta.

Il portavoce di May ha riferito che una Brexit senza accordo non potrà essere concordata, e che l’unione doganale non è presente sul tavolo delle trattative. “Vogliamo essere in grado di afre i nostri propri accordi commerciali, e questi sono incompatibili con un’unione doganale”, ha chiarito il portavoce, il quale ha aggiunto che la premier vuole trovare un approccio costruttivo alla questione, al fine di formulare un accordo soddisfacente per la Brexit.

La bocciatura dell’accordo sull’uscita dall’UE, avvenuta in seno alla Camera dei Comuni martedì 15 gennaio, con 432 voti contrari e 202 favorevoli, ha distrutto la strategia portata avanti da May da due anni, volta a compiere un divorzio amichevole dall’Unione, nell’ambito del quale il periodo di transizione sarebbe stato seguito da una politica commerciale indipendente da parte della Gran Bretagna, pur mantenendo stretti legami con l’Europa.

Come spiega Reuters, per l’UE, che si sta riprendendo dalla crisi del debito e dalla crisi migratoria degli anni passati, la Brexit potrebbe essere il colpo più duro dalla sua nascita.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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