USA non riconoscono autorità di Maduro e premono perché Guaidó si proclami presidente

Pubblicato il 16 gennaio 2019 alle 6:04 in USA e Canada Venezuela

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Gli Stati Uniti non riconoscono l’autorità e il potere del presidente Nicolás Maduro in Venezuela e utilizzeranno tutte le misure di pressione sulla leadership del paese latinoamericano. È quanto ha affermato John Bolton, consigliere del presidente degli Stati Uniti per la sicurezza nazionale.

“Gli Stati Uniti non riconoscono le rivendicazioni illegali del potere del dittatore venezuelano Nicolás Maduro: le sue “elezioni” del maggio 2018 sono state considerate non libere, disoneste e inaffidabili da tutto il mondo” – ha reso noto Bolton in una dichiarazione scritta. “Crediamo che il regime illegale di Maduro – continua la nota di Bolton – sia direttamente responsabile della sicurezza di tutti i venezuelani, che chiedono a gran voce il diritto di eleggere liberamente i loro leader e continueremo a usare tutto il potere economico e diplomatico degli Stati Uniti per ripristinare la democrazia in Venezuela”

“Maduro – prosegue Bolton – dovebbe prestare attenzione alle proteste del suo popolo, ed ha l’occasione di farsi da parte, di organizzare elezioni giuste, libere e credibili, non dovrebbe sprecare quest’occasione”.

Maduro il 10 gennaio scorso è entrato in carica per un secondo mandato di sei anni in piena crisi economica e politica. Il leader venezuelano accusa diversi paesi, primi fra tutti gli Stati Uniti e la Colombia, di condurre una guerra economica contro il Venezuela, attribuendo così la responsabilità della crisi a forze estere. 

Il mancato riconoscimento del nuovo mandato di Maduro, oltre agli Stati Uniti, è stato anche annunciato dall’Organizzazione degli Stati americani e dai membri del gruppo di Lima (12 paesi latinoamericani e caraibici più il Canada), ad eccezione del Messico, che ha inviato l’incaricato d’affari a Caracas ad assistere all’insediamento del leader chavista. 

La Corte Suprema del Venezuela in esilio, con sede a Washington, ha invitato venerdì il presidente dell’Assemblea Nazionale del Venezuela, Juan Guaidó, ad assumere i poteri presidenziali. Lo stesso presidente del parlamento ha dichiarato la sua disponibilità a farlo. Secondo Guaidó, infatti, la costituzione gli consente di indire nuove elezioni. Washington ha lasciato intendere che riconoscerebbe Guaidó come presidente del paese.

Guaidó, che ha subito anche una detenzione-express il 13 gennaio scorso, ha sostituito Julio Borges alla guida del parlamento, dominato dall’opposizione ma svuotato completamente dei propri poteri in seguito all’elezione dell’Assemblea Costituente il 30 luglio 2017. Gli Stati Uniti e le principali potenze regionali considerano l’Assemblea Nazionale l’unico organo legislativo legittimo del paese, come ha ricordato Bolton nella sua nota “l’unico ramo legittimo del governo venezuelano, eletta legalmente dal popolo”.

In una manifestazione a Caracas, venerdì 11 gennaio, Guaidó ha lanciato un appello ai militari e alla comunità internazionale, per aiutare il Venezuela a rovesciare il governo di Maduro. Guaidó ha inoltre annunciato la convocazione di grandi manifestazioni il 23 gennaio prossimo “nel giorno della caduta della dittatura di Marcos Pérez Jiménez”. Pérez Jiménez, militare, fu dittatore del Venezuela dal 1953 al 1958, e fu rovesciato nel gennaio  durante una rivolta sostenuta dai militari.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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