Tunisia: nessun accordo tra governo e sindacati

Pubblicato il 16 gennaio 2019 alle 14:57 in Africa Tunisia

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Il governo tunisino e i sindacati non sono riusciti a raggiungere un accordo per innalzare gli stipendi di circa 670.000 impiegati statali. Come annunciato da un ufficiale del Tunisia General Labour Union (UGTT), è stato indetto uno sciopero che coinvolgerà gli uffici governativi, i porti e gli aeroporti.

La Tunisia sta subendo la pressione del Fondo Monetario Internazionale (FMI), il quale ha richiesto il congelamento dei salari del settore pubblico, al fine di ridurre il deficit del Paese. Una fonte governativa ha riferito che le negoziazioni tra il governo ed i sindacati sono fallite nonostante una nuova proposta governativa, senza tuttavia fornire alcun dettaglio.

L’obiettivo delle autorità tunisine è quello di tagliare il salario del settore pubblico del 12,5% del Pil entro il 2020, rispetto all’attuale 15,5% che, secondo il Fondo Monetario Internazionale è uno dei più alti al mondo. Nel 2018, lo stipendio del settore pubblico è raddoppiato fino a raggiungere una cifra pari a 5,5 miliardi di dollari, dai 7,6 miliardi di dollari nel 2010. Nel 2016, Tunisi ha raggiunto un accordo con il FMI per un programma di prestiti del valore di 2,8 miliardi di dollari per risollevare l’economia e tagliare il deficit cronico.

Il primo gennaio 2017, inoltre, è entrata in vigore una nuova legge finanziaria che ha fatto innalzare i prezzi del gasolio, di alcuni beni e anche le tasse su numerosi beni e servizi, tra cui le automobili, le linee telefoniche e di internet. Il governo aveva assicurato che gli aumenti avrebbero interessato soltanto i beni di lusso e non quelli di prima necessità o alimentari. Nel 2019, le autorità mirano a ridurre del 3,9% il deficit di bilancio dal 6,6% del 2017.

La polizia tunisina ha arrestato 18 persone nel corso degli scontri scoppiati il 26 dicembre, dopo che il giornalista 32enne, Abderrazak Zorgui, è morto dandosi fuoco per protestare contro i problemi economici del Paese. Nel corso dei due giorni precedenti, sconti tra la polizia e la popolazione avevano avuto luogo in diverse regioni della Tunisia. Le più violente si erano verificate a Kasserine, dove le forze di sicurezza avevano fatto uso di gas lacrimogeni per cercare di sedare l’ira della folla. Secondo fonti locali, sarebbe intervenuto l’esercito per aiutare i poliziotti a riportare l’ordine e mettere in sicurezza gli edifici governativi.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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