Siria: ISIS attacca pattuglia americana a Manbij

Pubblicato il 16 gennaio 2019 alle 16:01 in Siria USA e Canada

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L’ISIS ha rivendicato un attacco contro una pattuglia militare americana in Siria, nella città di Mabij, in cui sono state ferite diverse persone.

Secondo quanto riportato da al-Jazeera English, i morti sarebbero 9, mentre fonti curde riferiscono che le vittime sarebbero state 2. Gli americani feriti nell’esplosione, rende noto The New Arab, sono stati portati via dal luogo dell’incidente a bordo di un elicottero, anche se il danno effettivo subito dalle truppe statunitensi deve essere ancora confermato dalla coalizione internazionale a guida USA, la quale ha reso noto via Twitter che “alcuni soldati americani sono rimasti uccisi”. Nel comunicato pubblicato dall’agenzia di stampa terroristica Amaq si legge che è stato un attentatore suicida a colpire la pattuglia americana a Mabij. L’esplosione, nello specifico, è avvenuta nell’area centrale della città siriana.

Ad oggi, a Manbij operano sia pattuglie americane sia russe, anche se il centro urbano è sotto il controllo delle Syrian Democratic Forces (SDF), di cui fanno parte le People’s Protection Units (YPG), considerate un alleato chiave nella lotta contro l’ISIS dagli Stati Uniti, ma ritenute un gruppo terroristico al pari del PKK dalla Turchia.

Manbij ha rappresentato uno dei maggiori punti di tensione del 2018 tra Ankara e Washington. A giugno, i due alleati NATO avevano raggiunto un accordo che prevedeva la rimozione delle YPG dalla città, ma Ankara si era lamentata del fatto che il piano d’azione era stato ritardato, e aveva minacciato l’intervento delle forze turche nel centro urbano qualora gli Stati Uniti non avessero rimosso velocemente i militanti curdi. Pertanto il 12 dicembre, il presidente turco aveva annunciato il lancio di una nuova operazione militare ad Est dell’Eufrate, nel Nord della Siria, per eliminare definitivamente i “terroristi” curdi che minacciano la Turchia. L’obiettivo primario di Ankara è evitare che i curdi siriano riescano ad esercitare il controllo su un territorio vicino al confine con la Turchia, al fine di impedire che i curdi turchi, per emulazione, possano rivendicare a loro volta una regione indipendente.

Il 19 dicembre, il presidente americano, Donald Trump, ha poi annunciato il ritiro delle truppe statunitensi dalla Siria, sostenendo che lo Stato Islamico è ormai stato sconfitto. Tale decisione, oltre ad aver provocato le dimissioni del segretario della Difesa USA, James Mattis, e dell’inviato americano alla guida della coalizione internazionale. Brett McGurk, ha colto di sorpresa sia gli alleati occidentali sia i curdi siriano delle SDF. Consiglieri ed esperti avevano suggerito a Trump di attendere a ritirare le truppe, poiché in Siria sono ancora presenti numerose cellule dell’ISIS.

La coalizione internazionale a guida americana è stata formata nel settembre 2014 e, ad oggi, è composta da 79 membri. Il suo scopo è quello di sconfiggere l’ISIS definitivamente. Nonostante la vittoria militare contro lo Stato Islamico in Siria sia stata annunciata il 6 dicembre 2017, i combattenti continuano ad essere attivi in alcune zone del Paese, soprattutto nella valle dell’Eufrate.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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