Attacco a Nairobi: presidente del Kenya annuncia fine dell’assalto

Pubblicato il 16 gennaio 2019 alle 8:56 in Africa Kenya

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Il presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta, ha annunciato che gli assalitori dell’hotel Dusit di Nairobi sono stati uccisi e che la crisi degli ostaggi è terminata. Nella giornata di martedì 15 gennaio, un gruppo di militanti dell’organizzazione terroristica somala al-Shabaab ha attaccato l’albergo della capitale keniota, facendo esplodere due bombe ed effettuando sparatorie. Complessivamente, sono morte 21 persone e altre 700 sono state evacuate dall’edificio.  

Secondo quanto riportato dal capo della polizia, Joseph Boinnet, l’assalto coordinato ha avuto inizio alle 15 del pomeriggio locali, con un’esplosione che ha colpito 3 veicoli davanti ad una banca, seguita da un attentatore suicida che si è fatto saltare in aria nella lobby dell’albergo, causando il ferimento di numerosi ospiti della struttura. Al-Shabaab, che ha rivendicato l’attacco mentre era ancora in corso, ha riferito che “i suoi combattenti hanno ucciso 47 nemici dentro al complesso”.  

Si è trattato del primo attacco terroristico di al-Shabaab che ha colpito Nairobi dopo quello del 21 settembre 2013, presso il Westgate shopping mall, in cui morirono almeno 67 persone. Successivamente, il gruppo terroristico, il 2 aprile 2015, attaccò l’università di Garissa, nell’Est del Kenya, uccidendo 148 individui. Nel corso dell’estate passata, al-Shabaab ha più volte colpito le forze di sicurezza keniote. Tra gli attacchi si ricorda quello dell’8 agosto, nella contea di Lamu, nel Nord del Paese, dove un veicolo militare con a bordo 5 soldati è esploso a causa di un ordigno rudimentale che era stato posizionato per strada.

Il Kenya è un Paese dell’Africa orientale a maggioranza cristiana, il cui 11,1%, tuttavia, professa la fede musulmana. Nonostante non sia mai stato teatro di conflitti religiosi interni, le violenze di al-Shabaab si sono intensificate da quando lo Stato africano è entrato a far parte dell’AMISOM, nel 2011. La maggior parte degli attacchi dei jihadisti somali in Kenya avviene al confine con la Somalia, nel Nord del Paese.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è una potente organizzazione politico-militare fondata in Somalia, nel 2006, e affiliata ad al-Qaeda. Fino al 2015, controllava gran parte del Paese del Corno d’Africa, inclusa la capitale Mogadiscio. Negli ultimi anni, l’Unione Africana e le autorità locali hanno rafforzato la propria cooperazione militare, costringendo i terroristi ad abbandonare importanti roccaforti urbane. Tuttavia, i militanti, attivi soprattutto nel Sud della Somalia, continuano a compiere attacchi sistematici contro hotels, check-points militari e palazzi presidenziali. Il gruppo mira a rovesciare il governo somalo internazionalmente riconosciuto, per eliminare le truppe di peacekeeping dell’Unione Africana e imporre la propria interpretazione della legge islamica.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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