USA-Corea del Nord: possibile incontro a Washington

Pubblicato il 15 gennaio 2019 alle 15:50 in Corea del Nord USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Gli Stati Uniti e la Corea del Nord prevedono di tenere colloqui tra funzionari di alto rango a Washington questa settimana per discutere di un secondo incontro tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il leader nordcoreano, Kim Jong-un. I due Paesi stanno altresì cercando un accordo provvisorio per rivitalizzare i colloqui sul nucleare.

L’incontro, che prevede la presenza del segretario di Stato americano, Mike Pompeo, e dell’ex capo dei servizi segreti nordcoreano, Kim Yong Chol, è previsto per giovedì 17 o venerdì 18 gennaio, secondo quanto riportato dal quotidiano sudcoreano Chosun Ilbo, citando una fonte diplomatica non identificata. Il meeting ha dunque lo scopo di finalizzare la data e la sede del secondo summit tra i due capi di Stato, secondo la testata giornalistica.

 Il precedente e anche unico summit tra Trump e Kim si è tenuto a Singapore il 12 giugno 2018, durante il quale i due leader  avevano concordato di effettuare la denuclearizzazione della penisola coreana in cambio della sospensione delle sanzioni, le negoziazioni diplomatiche sono entrate in una fase di stallo per mancanza di accordi sulle modalità con cui procedere all’eliminazione del nucleare dalla Corea del Nord.  

L’ambasciata statunitense a Seul ha contattato la Casa Bianca, che non ha offerto commenti immediati sul rapporto del giornale Chosun Ilbo. Un funzionario del Dipartimento di Stato ha tuttavia comunicato che non ci sono “riunioni da annunciare”. L’agenzia di stampa Yonhap della Corea del Sud ha citato una fonte diplomatica non identificata che afferma che Pompeo e Kim Yong Chol potrebbero incontrarsi questa settimana. Su Twitter, una giornalista della CNN, citando una fonte non identificata, ha riportato che  la delegazione nordcoreana potrebbe visitare gli Stati Uniti “non appena questa settimana” ma i piani non sono ancora stati finalizzati. Il portavoce del ministero degli Esteri della Corea del Sud ha riferito ai giornalisti che Pyongyang e Washington erano “in contatto” ma ha definito “inappropriato” il commentare i piani di discussione. 

Un incontro di questa settimana potrebbe significare che le due parti si stanno avvicinando a un compromesso dopo mesi di stallo a livello diplomatico. Pompeo, che ha fatto diversi viaggi a Pyongyang l’anno scorso, ha cercato di incontrare la sua controparte lo scorso novembre, ma i colloqui sono stati interrotti all’ultimo minuto.Il contatto è stato ripreso in modo significativo alla fine di dicembre, quando Kim Jong-un ha inviato una lettera al presidente americano con un messaggio conciliatorio, per cercare di superare lo stallo nelle negoziazioni sul nucleare. In più, dopo il discorso del nuovo anno, il leader nordcoreano si è detto disposto ad incontrare Trump “in qualsiasi momento”, secondo quanto riportato dall’ambasciatore della Corea del Sud negli Stati Uniti, Cho Yoon-je, ai giornalisti.  Un’ulteriore missiva, questa volta da parte di Trump, è stata recapitata al leader nordcoreano la settimana scorsa. 

A Seul è stata cancellata una descrizione della Corea del Nord come “nemico” nel suo libro bianco sulla difesa pubblicato martedì, anche se ha affermato che le sue armi di distruzione di massa rappresentano una minaccia per la pace e la stabilità. Secondo la testimonianza di funzionari sudcoreani all’agenzia di stampa Reuters , Washington si sta tenendo in contatto anche con Seul per discutere su come rispondere ai passi dell’altra Corea verso la denuclearizzazione.

 In più, secondo la fonte diplomatica citata dal Chosun Ilbo,  gli Stati Uniti stanno prendendo in considerazione l’ipotesi di alleggerire le sanzioni in cambio della fine della compravendita dei missili balistici intercontinentali del Nord, oltre al congelamento del suo programma nucleare. La risposta degli Stati Uniti allo sblocco dei colloqui potrebbe includere esenzioni dalle sanzioni per gli affari intercoreani e l’apertura di un ufficio di collegamento, hanno riportato  funzionari di Seul. “Queste idee vengono discusse come misure provvisorie, non come uno accordo finale, al fine di accelerare il processo di denuclearizzazione, perché il Nord non risponderebbe a nessuna richiesta di smantellamento di strutture e armi”, ha dichiarato un alto funzionario della Corea del Sud, il quale ha rifiutato di essere identificato. “L’obiettivo finale rimane invariato, una denuclearizzazione completa, verificabile e irreversibile”, ha poi aggiunto.

Nel 2017, la Corea del Nord ha eseguito una serie di test missilistici nucleari che hanno fatto crescere la preoccupazione a livello internazionale. Il 4 e il 28 luglio 2017, Pyongyang aveva lanciato i suoi primi due missili balistici intercontinentali, il 3 settembre, aveva sperimentato una bomba all’idrogeno e, il 29 novembre, aveva dichiarato di aver miniaturizzato i suoi dispositivi militari, per renderli idonei a lanciare un missile nucleare contro gli Stati Uniti. Per tentare di fermare tale sviluppo, le Nazioni Unite e gli Stati Uniti avevano più volte imposto una serie di sanzioni sempre più restrittive su Pyongyang, limitandone le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, fra i quali quello del petrolio, tentando così di convincere le autorità del Paese a sedersi al tavolo delle trattative. Kim Jong-un, nel suo discorso di fine anno del 2017, aveva comunicato il suo desiderio di vedere gli atleti nordcoreani prendere parte alle Olimpiadi Invernali di febbraio 2018 in Corea del Sud, dando il via, in questo modo, all’apertura del dialogo con Seoul e, più tardi, con gli Stati Uniti. 

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.