Siria: colloquio telefonico tra Erdogan e Trump

Pubblicato il 15 gennaio 2019 alle 10:58 in Siria USA e Canada

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Durante un colloquio telefonico, lunedì 14 gennaio, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e il presidente americano, Donald Trump, hanno affrontato la situazione nel Nord della Siria, da dove gli USA hanno iniziato a ritirare le truppe l’11 gennaio.

I due leader hanno avanzato l’ipotesi di creare una zona di sicurezza libera dal terrorismo in tale area della Siria. Tale ipotesi è stata confermata dal capo della Casa Bianca su Twitter, senza tuttavia dare ulteriori dettagli. Il segretario di Stato, Mike Pompeo, ha riferito che Washington vuole fornire protezione a coloro che hanno combattuto contro l’ISIS al suo fianco e, al contempo, prevenire qualsiasi attacco contro la Turchia dalla Siria. L’addetta stampa della Casa Bianca, Sarah Sanders, ha reso noto che Trump vuole collaborare con Erdogan per risolvere le minacce alla sicurezza turca, sottolineando che, per gli USA, è importante che “Ankara non maltratti i componenti delle YPG”.

La conversazione telefonica tra Trump ed Erdogan è avvenuta in un momento di particolare tensione tra Washington e Ankara, a causa del destino dei combattenti curdi delle People’s Protection Units (YPG), considerati dalla Turchia un’organizzazione terroristica al pari del Kurdistan Workers’ Party (PKK), ma ritenuti un alleato chiave nella lotta contro l’ISIS dagli Stati Uniti.

Prima del colloquio, nella medesima giornata, il consigliere di Erdogan, Yasin Aktay ha rilasciato un’intervista per Al-Jazeera, commentando i rapporti tesi di Ankara con Washington in questi termini: “I problemi e le incomprensioni tra gli Stati Uniti e la Turchia sono il risultato della confusione e dell’incongruenza tra gli attori ai differenti livelli dell’amministrazione americana e delle istituzioni statunitensi”. Secondo Aktay, l’amministrazione USA è stata incoerente riguardo al processo del ritiro delle truppe dalla Siria sin dall’annuncio del presidente Trump, avvenuto ufficialmente il 19 dicembre, come altresì riguardo all’approccio nei confronti dei “gruppi terroristici” curdi sul territorio siriano.

Per tutta risposta, Trump ha minacciato su Twitter che avrebbe “devastato l’economia turca, se le sue forze avessero attaccato i militanti curdi siriani che avevano aiutato Washington a sconfiggere lo Stato Islamico”. Infine, il governo di Ankara ha emesso un comunicato, in cui Erdogan ha affermato di non avere alcun problema con i curdi siriani, e che la Turchia sta solo cercando di combattere i gruppi armati presenti in territorio siriano che minacciano la sovranità turca.

È previsto che martedì 15 gennaio il capo dello stato maggiore congiunto, Joseph Dunford, incontri la controparte turca, Yasar Guler, per ulteriori consultazioni.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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