Presidente del Parlamento libico: “Elezioni nazionali anche se il referendum verrà respinto”

Pubblicato il 15 gennaio 2019 alle 17:16 in Africa Libia

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La Libia dovrebbe organizzare elezioni nazionali anche nel caso in cui gli elettori bocciassero la bozza di Costituzione con un referendum. È quanto ha affermato il capo del Parlamento libico, Casa dei rappresentanti (HoR), Aquilla Saleh. Secondo al-Arabiya English, tali commenti potrebbero alleviare le preoccupazioni dell’Onu e dei Paesi occidentali, i quali temevano che la HoR potesse ostacolare l’organizzazione delle elezioni.

L’Onu spera che i cittadini libici possano recarsi alle urne nel giugno 2019, dopo aver votato un referendum per adottare una nuova carta costituzionale al fine di far uscire il Paese nordafricano dallo stato di caos in cui si trova dal rovesciamento del dittatore Muammar Gheddafi, avvenuto nell’ottobre 2011 per mano dell’intervento NATO guidato da Stati Uniti e Francia.

“Dal momento che vogliamo una Costituzione basata sul consenso, ci vorrà tempo, ma necessitiamo di un’autorità esecutiva e non c’è altra scelta che un presidente temporaneo”, ha riferito Saleh nel corso di un’intervista rilasciata a Reuters dalla sua casa a Qubba, nell’Est della Libia.

Ancora oggi, la Libia non dispone di un’autorità unitaria, in quanto il potere politico né diviso in due governo: uno con sede a Tripoli, capeggiato dal premier Fayez Serraj, appoggiato dall’Onu e dall’Italia, e uno con sede a Tobruk, sostenuto da Egitto, Rusia, Francia ed Emirati Arabi Uniti. Il suo uomo forte è il generale Khalifa Haftar, capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA).

La Commissione elettorale della Libia ha programmato un referendum costituzionale per il 2019, chiedendo al governo 28,7 milioni di dollari. La notizia è stata annunciata il 7 dicembre dal presidente della Commissione, Emas al-Sayah, il quale ha spiegato che, senza un sostegno finanziario, né il referendum né le successive elezioni potranno essere organizzate. Se il sostegno finanziario venisse fornito velocemente, ha specificato al-Sayah, i lavori potrebbero iniziare a gennaio, in modo che il referendum possa tenersi a fine febbraio 2019. Una bozza di costituzione è già stata presentata, anche se non è ancora chiaro se verrà completata entro la conferenza nazionale pianificata per l’inizio dell’anno nuovo, in occasione della quale verrà stabilito il protocollo elettorale.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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