Serbia: sesta settimana di proteste contro Vucic

Pubblicato il 13 gennaio 2019 alle 19:26 in Europa Serbia

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Migliaia di cittadini serbi hanno protestato a Belgrado, sabato 12 gennaio, contro il presidente, Aleksandar Vucic, e il suo Partito Progressista Serbo (SNS), avanzando richieste quali libertà di stampa, la fine di attacchi mirati a giornalisti e membri dell’opposizione, e nessun trattato segreto con il Kosovo.

I manifestanti hanno inneggiato in coro lo slogan “Vucic, ladro!”. Il raduno dell’opposizione giunge in vista della visita ufficiale del presidente russo, Vladimir Putin, prevista per giovedì 17 gennaio. Mentre Vucic afferma che l’appartenenza all’Unione Europea resta lo scopo primario del Paese, al contempo il capo di Stato coltiva stretti rapporti con la Russia, che è alleato tradizionale, facilitato dalla comunanza di etnia, slava, e religione, cristiana ortodossa. La visita di Putin, secondo gli esperti, potrebbe far accrescere la popolarità di Vucic e del suo partito, e i suoi sostenitori hanno programmato un grande raduno, nella giornata di giovedì, per dare il benvenuto al presidente russo.

I sostenitori di Alleanza per la Serbia, un gruppo formato da 30 partiti e organizzazioni dell’opposizione, affermano che Vucic sia un autocrate e che il suo partito sia corrotto. Sia Vucic sia il Partito Progressista Serbo, di cui è membro, negano tali dichiarazioni. “Vucic ha un compromesso con chiunque, con Hashim Thaci (il presidente del Kosovo), con Ramush Haradinaj (il premier kosovaro)… con chiunque, tranne che con le persone oneste… Questo è un compromesso per un tradimento”, ha urlato Rada Trajkovic, politico serbo del Kosovo, dinnanzi alla folla che lo acclamava.

Altro punto che ha sollevato molte critiche è la voce secondo cui Vucic starebbe preparando un accordo con il Kosovo, che sarebbe una precondizione necessaria all’adesione della Serbia all’UE. Belgrado, appoggiata dalla Russia, si oppone all’indipendenza che il Kosovo ha dichiarato nel 2008, un decennio dopo la guerra che ha scosso il Paese nel 1998-1999.

I manifestanti hanno altresì chiesto che il governo rintracci i colpevoli dell’omicidio di  Oliver Ivanovic, eminente politico serbo del Kosovo ucciso il 16 gennaio 2018 in condizioni misteriose. Inoltre, è stato anche annunciato un raduno a Belgrado, mercoledì 16 gennaio, per commemorarne la morte.

A dicembre, Vucic aveva affermato che non avrebbe capitolato davanti alle domande dell’opposizione anche se fossero scesi in piazza “5 milioni di persone”, e aveva aggiunto che intendeva, piuttosto, indire elezioni anticipate. I partiti all’opposizione avevano allora minacciato di boicottarle. Vucic attualmente gode dell’appoggio di circa il 53% dell’elettorato. La sua coalizione detiene una maggioranza di 160 seggi sui 250 totali del Parlamento serbo.

Sabato si è trattato della sesta protesta di questo tipo nel corso di altrettante settimane. Anche sabato 5 gennaio la capitale aveva assistito a simili rimostranze. Tale scia di proteste è stata scatenata da un incidente che ha avuto luogo venerdì 23 novembre, quando due uomini hanno assalito Borko Stefanovic, politico di opposizione nonché fondatore del partito Levica Srbije, nel 2015. Stefanovoc, durante una conferenza stampa, ha accusato il Governo di “tentato assassinio” come riferisce l’agenzia di stampa balcanica Ibna, che spiega inoltre che Dragon Djilas, leader dell’Alleanza per la Serbia, sostiene che l’esecutivo sia una delle cause di tali attacchi poiché ha creato un’“atmosfera macabra” nella società.

Il Partito Progressista Serbo è nato nell’ottobre 2008 da una scissione dal Partito Radicale Serbo. Si è presentato alle elezioni parlamentari per la prima volta nel 2012 quando, con il 24% dei voti, si è attestato come primo partito del Paese, superando il Partito Democratico ed il Partito Socialista. La performance del partito è migliorata nel corso delle successive elezioni: nel 2014 ha raddoppiato i consensi ricevuti, arrivando al 48,3%, cifra che gli ha permesso di ottenere la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento. Anche alle ultime elezioni, nel 2016, il Partito Progressista Serbo ha replicato tale prestazione, ottenendo nuovamente il 48,2% dei consensi e la maggioranza assoluta dei seggi.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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