Il Libano invierà un reclamo all’ONU per muro al confine con Israele

Pubblicato il 13 gennaio 2019 alle 6:01 in Israele Libano

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Il Libano invierà un reclamo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a causa della costruzione di un muro, da parte di Israele, lungo il confine libanese, secondo quanto riportato dai media locali, venerdì 11 gennaio.

La National News Agency libanese ha citato il ministro degli Esteri, Gebran Bassil, che ha definito la mossa di Israele una violazione della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU che aveva messo fine alla guerra del 2006 tra il governo israeliano e il gruppo terroristico Hezbollah. Il reclamo presentato all’ente è riferito a un muro costruito al confine tra Libano e Israele, nei pressi del villaggio libanese di confine di Kfar Kela. Di recente, le tensioni transfrontaliere sono aumentate tra i due Paesi, che tecnicamente sono ancora in guerra fra di loro.

I lavori sulla barriera di sicurezza erano cominciati all’inizio del 2018. Le Forze di Difesa Israeliane e il dipartimento di sicurezza di confine del Ministero della Difesa avevano stanziato fondi per costruire un muro di cemento di 13 chilometri, per proteggere circa 22 villaggi israeliani adiacenti. Il piano prevede di costruire una barriera lungo l’intero confine dei due Paesi, che è di circa 130 chilometri. Il progetto ammonterebbe a 470 milioni di dollari. Il muro ha due funzioni: proteggere i soldati e i civili israeliani dagli attacchi dei cecchini e prevenire l’infiltrazione in Israele da parte dei membri di Hezbollah.

Beirut ha contestato la costruzione della barriera dall’inizio, dichiarando che essa viola la sovranità libanese in alcune località. Il Libano ha inviato il suo reclamo ai peacekeeper della Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite (UNIFIL) che funge da intermediario tra Tel Aviv e Beirut. Alcune aree intorno al confine israelo-libanese sono contestate, in quanto ogni Paese ne rivendica la sovranità, ad esempio nella striscia di terra nota in Israele come monte Dov e in Libano come Fattorie di Sheb’a.

Oltre a costruire la barriera al confine, Tel Aviv ha altresì lanciato un’operazione all’inizio di dicembre per distruggere i tunnel sotterranei di Hezbollah che arrivavano in territorio libanese. Fino ad ora, l’esercito militare ha scoperto e distrutto 5 gallerie, che ritiene fossero destinate a un attacco a sorpresa in una futura guerra. L’UNIFIL ha confermato a metà dicembre 2018 che almeno 2 dei tunnel giungevano in Israele e rappresentavano, pertanto, una violazione alla Risoluzione ONU che aveva messo fine alla guerra del 2006. In seguito alla scoperta delle gallerie, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, aveva chiesto alle Nazioni Unite di imporre sanzioni sul Libano, ma l’organizzazione aveva respinto la richiesta.

La Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite richiede a tutti i gruppi armati, oltre all’esercito libanese, di rimanere a nord del fiume Litani. Nonostante tale documento, Hezbollah ha mantenuto nel sud del Paese numerose forze, incluso un arsenale di razzi missili e circa 130.000 proiettili.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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