Israele: finita caccia ai tunnel di Hezbollah dal Libano

Pubblicato il 13 gennaio 2019 alle 10:26 in Israele Libano

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Israele ha reso noto di aver completato con successo la ricerca di tunnel creati da Hezbollah in Libano, dopo aver scoperto almeno 6 passaggi scavati di nascosto sotto il confine dal gruppo sciita libanese appoggiato dall’Iran.

“Tutti i tunnel sono stati scoperti, e alcuni sono stati già distrutti, altri lo saranno a breve”, ha dichiarato, domenica 13 gennaio, il portavoce dell’esercito israeliano, il Luogotenente Colonnello Jonathan Conricus. Egli ha aggiunto che in base agli studi e alle ricerche delle forze israeliane, non ci sono altri tunnel che attraversino il confine in profondità dal Libano per entrare a Israele. Tuttavia, Hezbollah avrebbe conservato alcune strutture sotterranee dal versante libanese.

Dopo aver già reso nota la scoperta di 5 tunnel di Hezbollah, l’esercito israeliano  ha annunciato, sabato 12 gennaio, di averne rinvenuto un sesto, profondo 55 metri; tale passaggio si infilava di “qualche decina di metri” all’interno del territorio israeliano partendo dal Libano con una lunghezza di circa 800 metri.

Israele asserisce che i tunnel siano stati preparati segretamente, nel corso degli anni, come piano di Hezbollah per poter inviare, in caso di guerre future, circa 1500 militanti in un’aggressione a sorpresa contro le comunità settentrionali e le basi militari del Paese. Hezbollah non ha mai commentato tali accuse. In particolare, l’esercito israeliano sostiene che sia il governo libanese a essere responsabile per la creazione delle gallerie all’interno del proprio territorio, e che i tunnel siano una grave violazione alla sovranità dello Stato di Israele e alla Risoluzione 1701. Tale documento delle Nazioni Unite aveva posto fine, nel 2006, alla seconda guerra israelo-libanese, richiedendo a tutti i gruppi armati tranne all’esercito libanese di rimanere a nord del fiume Litani del Paese.

La ricerca delle gallerie sotterranee fa parte dell’Operation Northern Shield, stata annunciata dal portavoce delle IDF, il tenente colonnello Jonhathan Conricus. Da lungo tempo, Israele sostiene che Hezbollah pianifichi di condurre raid oltre i confini del Libano, con l’obiettivo di prendere il controllo di centri urbani nel Nord del territorio israeliano. L’operazione, inaugurata il 4 dicembre, è iniziata nei pressi della comunità di Metula, una zona militare chiusa. Inoltre, ulteriori truppe sono state posizionate nel nord di Israele come precauzione.

Nel 2006, Hezbollah e Israele hanno combattuto una guerra nei pressi dei confini tra i due Paesi, in cui sono morti oltre 1.100 libanesi, la maggior parte dei quali civili, e 159 israeliani. Durante il conflitto, il gruppo sciita è stato in grado di tenere testa e di contrastare l’invasione israeliana nel Sud del Libano, e di colpire obiettivi militari israeliani, riducendo le capacità di attacco di Israele. Da allora, Hezbollah è divenuto uno dei principali sostenitori del regime siriano del presidente, Bashar al-Assad, facendo aumentare altresì le tensioni con Israele.

Hezbollah, in arabo “Partito di Dio”, è un’organizzazione paramilitare sciita libanese nata nel 1982 che si è trasformata, nel tempo, in un partito politico locale. Secondo alcune fonti, i suoi militanti dovrebbero essere in possesso di un arsenale più grande di quello dell’esercito libanese. Alcuni Paesi considerano un gruppo terroristico soltanto l’ala militare di Hezbollah, facendo una distinzione con il partito politico. Tale distinzione è stata effettuata finora dalla Gran Bretagna che, dal 2008, ha bandito soltanto l’ala militare di Hezbollah. Gli Stati Uniti, al contrario, non effettuano una simile separazione. Da parte sua, l’Unione Europea ha bandito l’ala militare di Hezbollah nel 2012, in seguito ad un attacco contro i membri di un’organizzazione israeliana in Bulgaria, in cui morirono 5 israeliani e un bulgaro musulmano.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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