Macedonia: Parlamento modifica Costituzione per ribattezzare il Paese

Pubblicato il 12 gennaio 2019 alle 11:22 in Grecia Macedonia

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Il Parlamento macedone ha modificato la Costituzione per cambiare il nome del Paese, che verrà ribattezzato Repubblica della Macedonia del Nord.

Venerdì 11 gennaio, il premier dello Stato, Zoran Zaev, ha assicurato la maggioranza richiesta al Parlamento per modificare il nome della Macedonia, in linea con l’accordo stipulato con la Grecia, che ha posto fine a una disputa decennale. Il portavoce del Parlamento, Talad Xhaferi, ha dichiarato che 81 membri hanno votato a favore del cambiamento, assicurando la maggioranza di due terzi. La camera è composta da 120 seggi. Un portavoce dei Socialdemocratici ha riferito che anche i legislatori di etnia albanese hanno approvato la rinomina. Gli albanesi rappresentano circa un quarto del popolo macedone, che consta di 2,1 milioni di persone.

L’Albania si è congratulata con il Parlamento macedone per il voto, definendolo “una chiara dimostrazione dell’arte di governare che sbloccherà i percorsi di accesso alla NATO e all’Unione Europea. Il ministro degli Esteri albanese, Ditmir Bushati, ha pubblicato un post su Twitter dove dichiara che “il contributo dei partiti politici albanesi ha mostrato ancora una volta di essere un fattore decisivo”.

La procedura di cambiamento della Costituzione per ribattezzare il Paese era stata lanciata a ottobre, con u voto che aveva ottenuto i due terzi della maggioranza. L’accordo, tuttavia, ha incontrato una serie di opposizioni e ostacoli da parte di entrambe le parti. Inoltre, negli ultimi 3 giorni, numerose persone hanno manifestato contro il patto, davanti il Parlamento.

Il primo ministro macedone si era accordato per il cambio del nome del Paese con la sua controparte greca, Alexis Tsipras, a giugno 2018. Secondo la decisione stipulata dai due, dopo che Skopje approverà il cambio modificando la Costituzione, Tsipras dovrà ratificare l’accordo presso il Parlamento greco. Secondo tale patto, la Grecia dovrà smettere di bloccare la macedonia dall’entrare nella NATO e in altri gruppi internazionali, permettendole di avviare le trattative per l’accesso all’Unione Europea. L’accordo di Prespa, così è stato chiamato, è volto a porre fine alla disputa, che va avanti da 27 anni, tra Atene e Skopje sul nome della Macedonia.

I greci, infatti, hanno accusato il Paese di voler rubare l’identità e addirittura i territori della loro antica provincia utilizzando quel nome. Le autorità macedoni hanno respinto tali accuse. Al Jazeera in lingua inglese ha riportato che, nonostante l’approvazione del cambio del nome del Paese, tale decisione non pone fine all’alterco.

Da parte sua, il governo greco sta cercando di assicurarsi il supporto politico per ratificare in Parlamento l’accordo raggiunto a giugno. Il primo ministro greco ha dichiarato che vorrebbe avviare le procedure di ratifica durante la seconda settimana di gennaio. Nonostante i suoi partner di coalizione junior si siano opposti al patto, Tsipras si è detto sicuro di riuscire ad assicurare la ratifica con il supporto dei legislatori dell’opposizione.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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