USA: Trump minaccia stato d’emergenza per costruire il muro al confine messicano

Pubblicato il 11 gennaio 2019 alle 8:30 in Immigrazione USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nella giornata di giovedì 10 gennaio, ha minacciato di dichiarare lo stato d’emergenza nazionale per bypassare il Congresso, qualora non riesca a raggiungere un accordo con i democratici per sovvenzionare il muro di confine con il Messico, questione che è stata il motore del parziale “shutdown” governativo, ossia il blocco amministrativo e politico attualmente in corso nel Paese dal 22 dicembre.

I commenti presidenziali giungono mentre il capo di Stato è in procinto di partire per il Texas, dove perorerà la sua causa, in particolare insistendo sulla crisi a cui lo Stato sta andando incontro, crisi che necessita di una soluzione, a suo dire, corrispondente al finanziamento e alla successiva costruzione di un muro lungo il confine con il Messico. La visita di Trump alla cittadina texana di McAllen giunge nel 20imo giorno di shutdown governativo, situazione che ha provocato, non solo il blocco del 25% dei servizi governativi, ma anche, a catena, altri problemi, in primis il fatto che 800mila cittadini americani siano rimasti attualmente senza lavoro o stiano lavorando senza ricevere più compenso. Lo shutdown è stato causato dall’incapacità di raggiungere un accordo con i democratici in seno al Congresso in merito ai fondi per la costruzione del muro; la scadenza era in realtà fissata a settembre. Prima che lo shutdown si verificasse, Trump si era detto “fiero” di metterlo in moto per via della tematica del muro, ma il presidente ha successivamente incolpato i democratici della situazione. Oltre a ciò, Trump sta vagliando l’idea di dichiarare lo stato di emergenza nazionale e utilizzare i poteri accresciuti che esso gli conferirebbe per bypassare il consenso del Congresso e far costruire il muro con i fondi stanziati dal Dipartimento della Difesa. In merito alla questione, giovedì, Trump ha affermato che sarebbe “davvero sorprendente” se non ricorresse a tale misura qualora non riuscisse ad accordarsi con i democratici. “Non sono ancora preparato per farlo, ma se devo, lo farò”, ha aggiunto il presidente, spiegando: “O avremo una vittoria, ossia faremo un compromesso, perché penso che un compromesso sarebbe una vittoria per tutti, oppure dichiarerò l’emergenza nazionale”.

I democratici, che controllano la House of Representatives, rifiutano di approvare il sovvenzionamento, affermando che un muro sarebbe inefficace, costoso e immorale. Essi hanno dunque proposto di stanziare 1.3 miliardi di dollari supplementari da investire in misure di sicurezza di confine che non includano un muro. L’impasse ha continuato, e non è tuttora chiaro che tipo di compromesso sia sul tavolo negoziale, in quanto Trump non ha dato segnali di retrocedere nella sua richiesta.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.