Spagna: Macron contro l’accordo di governo in Andalusia

Pubblicato il 10 gennaio 2019 alle 15:00 in Francia Spagna

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Il Partito Popolare e la formazione di destra radicale Vox hanno raggiunto un accordo per sbloccare l’elezione del prossimo governo regionale in Andalusia. I segretari generali di entrambe le formazioni, Teodoro García Egea (PP) e Javier Ortega Smith (Vox) hanno già firmato il documento concordato nel Parlamento andaluso dai responsabili locali. Il PP è riuscito a ottenere che Vox ritirasse le sue proposte più radicali come quella sulla limitazione delle misure contro la violenza di genere e l’abrogazione delle norme a favore della comunità LGBT. 

PP e Vox hanno introdotto “un primo punto sulla creazione di un’occupazione di qualità”. “È la priorità in Andalusia”, affermano fonti popolari e non era stato introdotto nel patto di governo tra Partito Popolare  e Ciudadanos. L’accordo con Vox si basa su principi programmatici e non prevede la partecipazione di esponenti della formazione radicale nel governo di Siviglia. 

La trattativa con la destra radicale è stata affidata ai popolari dopo il raggiungimento dell’accordo di governo tra Ciudadanos e il PP, nonostante Vox avesse richiesto una riunione anche con i liberali, che finora hanno declinato l’invito. Il Partito Popolare e Ciudadanos hanno raggiunto un accordo in 90 punti programmatici e 21 misure urgenti, incentrate per lo più su lavoro, lotta alla corruzione e riduzione dell’apparato pubblico. Le due formazioni governeranno l’Andalusia in coalizione, Juan Manuel Moreno Bonilla, leader popolare, sarà presidente dell’esecutivo regionale, il primo non socialista in 40 anni, Juan Marín, di Ciudadanos, sarà vicepresidente. È inoltre la prima volta che Ciudadanos entra in un governo regionale in Spagna, dalla sua fondazione in Catalogna nel 2005.

Albert Rivera, presidente nazionale di Ciudadanos, ha dovuto rispondere martedì a diverse domande della stampa su questo accordo con l’estrema destra nel suo primo accordo governativo di ampio respiro ed ha respinto l’idea di essere alleato di Vox. Rivera ha sottolineato come Ciudadanos non si sia nemmeno riunito con Vox né ha proposto alla formazione di destra radicale di avere assessori o una qualche influenza sul nuovo esecutivo andaluso, che tuttavia dipende dal voto di Vox in parlamento. 

Rivera insiste ripetutamente che nulla collega i liberali alla formazione di destra anche a causa dell’ingerenza del presidente francese Emmanuel Macron. Il presidente francese, che voleva polarizzare le prossime elezioni europee in uno scontro tra progressisti e nazionalisti, come avvenuto in occasione delle presidenziali in Francia del maggio 2017, si è espresso contro l’accordo di governo in Andalusia.

L’Eliseo “controlla da vicino ciò che Ciudadanos fa in Andalusia” – ha spiegato una fonte della Presidenza della Repubblica Francese a un gruppo di corrispondenti della stampa straniera a Parigi, tra cui il corrispondente del quotidiano spagnolo El Mundo.

“Bisogna rispettare alcuni principi di base anche nella scelta dei partner di governo, anche a livello regionale, e questi principi sono molto chiari: non ci possono essere alleanze con l’estrema destra, non è qualcosa di indefinito…” – ha affermato la fonte dell’Eliseo al quotidiano madrileno. Per chiarire il concetto, la fonte, che mantiene l’anonimato, ha ripetuto in due occasioni a chi era diretto il messaggio: “Guardiamo in particolare a ciò che fa Ciudadanos” oltre, ovviamente, a ciò che fa il PP. Ma il partito di Macron, La République en Marche , ha “legami amichevoli di vecchia data” con la formazione di Albert Rivera, e il PP fa parte dei Popolari Europei e non dei liberali, con cui Macron, pur non essendone membro a pieno titolo, potrebbe concorrere alle prossime elezioni europee.

L’avvertimento dell’Eliseo riguarda anche il dopo-elezioni, poiché la fonte afferma che “collaborare con un partito di estrema destra non è qualcosa di irrilevante, ne terremo conto in sede di alleanze in Europa”.

Da Madrid nessuno ha commentato le parole del rappresentante della Presidenza della Repubblica francese che, secondo gli analisti, rispondono a logiche di politica interna piuttosto che di politica europea. Alle elezioni europee, infatti, Macron vuole riproporre lo schema che lo ha portato alla vittoria alle presidenziali: liberali contro estrema destra, Macron contro Le Pen, e recuperare così voti sia dai socialisti che dalla destra gollista, in crisi d’identità. Gli ultimi sondaggi francesi, complice l’impopolarità del presidente e le continue tensioni con i “gilet gialli”, pronosticano una vittoria alle europee del Rassemblement National di Marine Le Pen.  

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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