Salvini a Varsavia per discutere di un’alleanza euroscettica con Kaczynski

Pubblicato il 9 gennaio 2019 alle 14:30 in Italia Polonia

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Matteo Salvini è in visita a Varsavia per incontrare Jaroslaw Kaczynski, leader di Diritto e Giustizia (PiS), l’attuale partito di governo in Polonia, mercoledì 9 gennaio. Secondo quanto riferito da Reuters, i due discuteranno circa la possibilità di formare una coalizione euroscettica in vista delle elezioni per il Parlamento Europeo, che si terranno dal 23 al 26 maggio. Tale appuntamento elettorale mostrerà se le forze euroscettiche sono o meno in aumento. In quest’ottica, Salvini ha spiegato che le elezioni di maggio sono vitali per la creazione di un blocco “riformista” che possa modificare le istituzioni di Bruxelles dal loro interno.   

Oltre a Kaczynski, lo scorso anno, Matteo Salvini ha incontrato altri potenziali alleati per le elezioni di maggio, tra cui il Primo Ministro ungherese Viktor Orban. Secondo Reuters, Salvini potrebbe tentare di formare un gruppo euroscettico che unisca il gruppo politico “Europa della Nazioni e delle Libertà”, di cui, oltre alla Lega Nord, fanno parte il Front National e l’Alternative für Deutschland con il “Gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei”, di cui fa parte il polacco Diritto e Giustizia, insieme a Fratelli d’Italia. In questo modo, si verrebbe a creare un’unica e coesa forza euroscettica all’interno del Parlamento Europeo. Tale unione avrebbe un forte valore per il secondo gruppo, che con la Brexit perderà un’importante componente: il Partito Conservatore Britannico.

Tuttavia, ci sono due elementi che ostacolerebbero un accordo tra Salvini e Kaczynski. In primo luogo, il partito governativo polacco ha recentemente diluito la sua connotazione antieuropeista, accettando di modificare una legge criticata dall’Unione Europea e dai cittadini polacchi, che aveva costretto alcuni giudici della Corte Suprema ad un pensionamento anticipato. L’approvazione della legge, il 3 luglio dello scorso anno, venne definita dal New York Times un’“epurazione” della Corte Suprema e provocò enorme risentimento nei cittadini polacchi, che scesero in piazza in molte città del Paese.  In secondo luogo, i due leader hanno una visione diametralmente opposta sulla Russia. Mentre Salvini si distingue come uno dei leader europei più spiccatamente pro-Cremlino, Kaczynski ed il suo partito sono profondamente diffidenti nei confronti di Mosca. A conferma di ciò, vi è il fatto che il Governo polacco, la cui maggioranza è detenuta da Diritto e Giustizia, vuole aumentare la presenza di truppe statunitensi sul suo territorio, istituendo una base militare permanente, il cosiddetto Fort Trump, definito come essenziale per scongiurare la minaccia posta dalla Russia.

La Polonia è il più grande beneficiario dei fondi infrastrutturali dell’UE. Consapevole di ciò, Kaczynski ha dichiarato la sua volontà che il Paese rimarrà membro dell’UE, in cui è entrato a far parte nel 2004 durante l’Allargamento ad Est dell’Unione Europea, che ha interessato 10 Stati. Tuttavia, Kaczynski desidera delle riforme che garantiscano più potere ai singoli membri. Il partito governativo si è scontrato molte volte con Bruxelles su una serie di questioni, tra cui lo stato di diritto in Polonia, la protezione dell’ambiente, lo stato di diritto e l’indipendenza della magistratura.

A difendere le istituzioni europee dalla posizione di Kaczynski  è stato, all’inizio dello scorso novembre, il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, che ha invitato i suoi connazionali polacchi a “tornare a ragionare” sul posto di Varsavia all’interno dell’UE, aggiungendo che, in caso contrario, la Polonia potrebbe finire per seguire il percorso del Regno Unito, in uscita dall’Unione.

L’affermazione di Tusk è stata critica nei confronti di Diritto e Giustizia, che si è spesso scontrato con Bruxelles su tematiche quali l’immigrazione e lo stato di diritto. Lanciando questo allarme, Tusk aveva tracciato un paragone tra la Polonia ed il Regno Unito, o meglio tra il leader di PiS, Jaroslaw Kaczynski, e l’ex leader del partito conservatore Britannico, David Cameron, che ha ricoperto la carica di Primo Ministro durante lo svolgimento del referendum sulla Brexit. Nel confrontare i due personaggi politici, Tusk aveva affermato: “Non importa se Jaroslaw Kaczynski stia pianificando di lasciare l’Unione, o stia solo avviando alcuni processi che porterebbero a questo risultato” aggiungendo che “nemmeno Cameron aveva intenzione di far uscire il Regno Unito dall’UE”. La differenza fondamentale tra i due casi, secondo Tusk, è che la volontà, tra gli Stati membri, di mantenere Varsavia all’interno dell’Unione è minore di quella di mantenervi Londra.

Pochi giorni dopo le affermazioni di Tusk, più precisamente l’11 novembre, in occasione del centenario dalla nascita della Polonia, che raggiunse l’indipendenza da Austria-Ungheria, Prussia e Russia, che nel 1795 si erano spartite il territorio del Paese, più di 200.000 persone hanno marciato nella capitale intonando lo slogan “Ieri era Mosca, oggi è Bruxelles che ci spoglia dalla nostra sovranità”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Cristina Lipari

di Redazione

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