Russia invia polizia militare alla frontiera tra Siria e Turchia

Pubblicato il 9 gennaio 2019 alle 6:01 in Russia Siria

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La polizia militare delle Forze armate della Federazione russa ha iniziato a pattugliare la città siriana di Manbij e la regione circostante, nella provincia di Aleppo, vicino al confine con la Turchia. È quanto è stato riferito ai giornalisti dall’addetto stampa della polizia militare russa Yusup Mamatov.

“Oggi abbiamo iniziato a pattugliare la zona di sicurezza nell’area urbana di Manbij e dei suoi dintorni, con l’obiettivo di garantire la sicurezza nell’area di nostra responsabilità, di controllare la posizione e il movimento delle formazioni armate” – ha affermato Mamatov.

Come ha spiegato il portavoce della polizia militare, la prima via di pattugliamento corre lungo i confini della cosiddetta “zona di sicurezza”, e cioè una zona sotto controllo delle forze governative e senza presenza di formazioni ribelli, vicino a Manbij. La polizia militare della Federazione russa ha assunto il controllo di diverse decine di chilometri nella parte settentrionale della provincia attraverso le città di Melmieran, Ajami, Elanly ed Elibafar. In futuro il percorso delle truppe di pattuglia cambierà regolarmente, ha aggiunto Mamatov.

La polizia militare ha riferito che i militari russi ricevono messaggi e informazioni dai residenti locali su depositi di armi e proiettili inesplosi, che sono rimasti dall’occupazione di questi territori da parte dei militanti ribelli. L’esercito governativo siriano è entrato a Manbij lo scorso 28 dicembre. Le Syrian Democratic Forces alleate degli USA avevano preso il controllo di Manbij e dei dintorni nell’agosto 2016, al termine di una violenta offensiva durata due mesi e mezzo contro i miliziani dell’ISIS che occupavano la città.

Dopo che gli Stati Uniti hanno deciso di ritirare le truppe dalla Siria, i reparti curdi delle Forze nazionali di autodifesa (SNS) hanno fatto appello al governo di Damasco per ristabilire il controllo sulle aree che avevano precedentemente detenuto, inclusa la città di Manbij e i suoi dintorni, e per proteggerli da un’eventuale invasione turca.

Alla fine di dicembre, le truppe siriane sono entrate a Manbij. All’inizio di gennaio, il ministero della Difesa della Repubblica araba ha riferito che circa 400 combattenti dell’SNS hanno lasciato la città, diretti verso la sponda orientale dell’Eufrate, dove intendono concentrarsi nella lotta contro l’ISIS.

Dopo l’ingresso dell’esercito siriano a Manbij, la Turchia aveva avviato colloqui con Mosca per evitare che le forze fedeli al presidente Assad e alleate della Russia facessero da cuscinetto tra l’esercito turco e le forze curde che Ankara accusa di essere espressione del PKK, il partito dei lavoratori curdi considerato organizzazione terroristica in Turchia. Il giorno dopo l’ingresso delle forze di Assad a Manbij Erdogan aveva mandato a Mosca una delegazione di altissimo livello guidata dal ministro degli esteri Mevlut Cavusoglu. L’obiettivo comune di Russia e Turchia è evitare uno scontro nel nord della Siria, rispettando i reciproci interessi.

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Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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