Human Rights Watch: il Venezuela tortura i prigionieri politici

Pubblicato il 9 gennaio 2019 alle 21:00 in America Latina Venezuela

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Le forze di sicurezza di Caracas hanno arrestato e torturato militari sospettati di sovversione e anche alcuni loro familiari è quanto hanno denunciato diversi attivisti per i diritti umani venezuelani e stranieri, si legge in un comunicato pubblicato sul sito di Human Rights Watch.

Secondo Human Rights Watch e l’organizzazione venezuelana per i diritti umani Foro Penal, le autorità di Caracas hanno arrestato e torturato i familiari dei sospettati per farsi dire dove si trovassero o comunque per ottenere informazioni utili alla cattura dei militari presunti ribelli. Gli attivisti per i diritti umani denunciano inoltre che gli arresti sono stati effettuati principalmente da agenti del dipartimento di controspionaggio militare (DGCIM) e del servizio di intelligence nazionale bolivariano (Sebin).

“Il governo venezuelano ha condotto una dura repressione contro membri delle forze armate accusati di sovversione: gli agenti dei servizi segreti non solo torturano i presunti ribelli, ma in alcuni casi perseguono i loro familiari ed altri civili quando non riescono a trovare i sospetti” – assicura il direttore della divisione America di Human Rights Watch José Miguel Vivanco.

Nel comunicato di Human Rights Watch si afferma che gli attivisti per i diritti umani hanno analizzato le informazioni su casi riguardanti 32 persone, tra cui ufficiali di vario grado e civili accusati di collaborare con il gruppo dell’ex militare ribelle Óscar Perez, responsabile di alcune azioni spettacolari tra cui l’attacco simbolico in elicottero della Corte suprema di Caracas e ucciso durante un’operazione speciale del Sebin nel gennaio 2018.

Come sottolinea la denuncia di Human Rights Watch, molti detenuti non hanno potuto mettersi in contatto con le loro famiglie e i loro avvocati, inoltre non hanno avuto accesso alle cure mediche necessarie. Molti sono stati sottoposti a torture fisiche e psicologiche, tra cui percosse, soffocamento con buste di plastica,  tagli con lame di rasoio sulle piante dei piedi, elettroshock, privazione di cibo e minacce di morte.

I crimini per cui sono accusati includono “tradimento” e “istigazione alla ribellione”. Diversi avvocati che rappresentano gli imputati che hanno avuto accesso agli atti giudiziari e che erano presenti alle udienze in alcuni casi, compresi i processi contro i civili nei tribunali militari, hanno indicato che le accuse sono state inventate di sana pianta e che non ci sono prove concrete contro gli imputati. Human Rights Watch afferma che l’accesso ai fascicoli è interdetto a persone non coinvolte nei casi, per cui si astiene dal commentare le denunce degli avvocati degli imputati.

Tuttavia, il lavoro di Human Rights Watch e Forum Penal dimostra che i casi analizzati seguono lo stesso modello di torture e abusi sui detenuti da parte della polizia venezuelana, agenti dell’intelligence e membri delle organizzazioni della Guardia Nazionale “già documentati e provati sin dal 2014”, afferma l’organizzazione, che aggiunge “non sono casi isolati. Nelle relazioni pubblicate nel 2014 e 2017 , Human Rights Watch ha documentato abusi diffusi da parte di membri delle forze di sicurezza venezuelane”.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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