Cina-Usa: iniziati negoziati commerciali

Pubblicato il 9 gennaio 2019 alle 9:22 in Asia Cina

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I delegati degli Stati Uniti per la trattativa commerciale con la Cina in merito ai dazi sulle importazioni che hanno dato vita a quella che viene definita “guerra commerciale” tra le due superpotenze sono giunti a Pechino per aprire i negoziati bilaterali.

Gli incontri – dalla durata di 2 giorni – tra rappresentanti cinesi e americani si terranno sotto l’egida dell’accordo raggiunto tra Xi Jinping e Trump durante il loro meeting bilaterale ai margini del G20 di Buenos Aires del 1° dicembre che prevede una tregua di 90 giorni e la non imposizione di nuovi dazi per consentire alle delegazioni dei due Paesi di raggiungere un accordo e mettere fine alla guerra commerciale che imperversa dall’estate 2018. La guerra commerciale è iniziata quando il presidente Trump ha deciso di imporre dazi sulle importazioni di prodotti cinesi, convinto che queste danneggino gli interessi delle aziende americane.

La delegazione americana a Pechino è guidata dal vice rappresentante per il commercio degli Usa, Jeffrey Gerrish, ma il comunicato del Ministero del Commercio Cinese non offre ulteriori dettagli in merito. I negoziati bilaterali si terranno nonostante il nuovo picco di tensioni tra Washington e Pechino scatenate dall’arresto in Canada, voluto dagli Usa, della vicepresidente del gigante cinese delle telecomunicazioni Huawei, Meng Wanzhou. La ragione dell’arresto è l’accusa al gruppo cinese di aver violato le sanzioni commerciali degli Stati Uniti nei confronti dell’Iran vendendo a quest’ultimo i suoi prodotti che montano tecnologie statunitensi in licenza.

Sia il governo americano che quello cinese hanno espresso il loro interesse nel voler sistemare le tensioni commerciali, ma non hanno fornito dettagli in merito alle modalità. Il portavoce del Ministero degli Esteri Cinese, Lu Kang, ha dichiarato che le spera che le due delegazioni durante i negoziati possano condurre “discussioni positive e costruttive”.

Lo scontro commerciale tra Cina e Stati Uniti riflette la preoccupazione di Washington che vede Pechino come un competitor sempre più forte in settori chiave della crescita economica come le telecomunicazioni, l’energia solare e le nuove tecnologie. Il presidente Trump vorrebbe che la Cina ritrattasse su alcune sue strategie chiave come il “Made in China 2025” che punta proprio a diventare numero uno al mondo in settori come la robotica, l’intelligenza artificiale e altri settori innovativi che potrebbero ledere la leadership industriale americana e la proprietà intellettuale delle aziende Usa.

I leader cinesi hanno offerto di diminuire il surplus commerciale della Cina nei confronti degli Stati Uniti acquistando quantità maggiori di fagiolini di soia, gas naturale e altri prodotti d’esportazione americani, ma non hanno alcuna intenzione di rinunciare alle loro iniziative tecnologiche che considerano un trampolino di lancio verso la prosperità e l’influenza globale.

Sia la Cina che gli Stati Uniti hanno tutto l’interesse a risolvere la guerra commerciale. La Cina ha visto la sua crescita economica scendere al 6,5% nel terzo trimestre del 2018, con una decrescita del 16% delle vendite di automobili nel mese di novembre paragonate allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli Stati Uniti, dal canto loro, hanno visto una crescita del 3,4% nel terzo trimestre dello scorso anno e un indebolimento nella fiducia dei consumatori.

Washington ha imposto dazi commerciali punitivi del 25% sulle importazioni cinesi che coprono merci per un valore di 250 miliardi di dollari e Pechino ha risposto imponendo, a sua volta, dazi su 110 miliardi di merci americane e rallentando le procedure di sdoganamento delle importazioni dalle aziende Usa, nonché sospendendo il rilascio delle licenze commerciali nel settore della finanza.

Secondo gli analisti, I 90 giorni di tregua oggetto dell’accordo tra Trump e Xi Jinping sono un periodo di tempo troppo breve per risolvere la disputa commerciale sino-americana. La decisione dei due Paesi di svolgere dei negoziati a livello vice-ministeriale durante la settimana in corso, mostra l’urgenza di stabilire prima i dettagli tecnici per permettere ai funzionari di livello più alto di prendere decisioni politiche di più ampio respiro.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

 

di Redazione

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