Brasile: stretta sulle ONG

Pubblicato il 9 gennaio 2019 alle 11:30 in America Latina Brasile

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Il governo di Jair Bolsonaro ha approvato una norma per controllare meglio il finanziamento delle organizzazioni non governative (ONG). Le ONG in campagna elettorale sono state al centro di numerose polemiche con Jair Bolsonaro, che come presidente del Brasile, ha dedicato al tema uno dei suoi primi decreti. Il leader brasiliano vuole monitorare più da vicino le ONG, in linea con le misure già adottate da altri governi, quali Russia, Ungheria e Israele. Il finanziamento delle organizzazioni non governative sarà rigidamente controllato, ha assicurato il presidente lunedì 7 gennaio approvando un provvedimento che è diretto, principalmente, alle organizzazioni che lavorano con le popolazioni indigene dell’Amazzonia. Recentemente Bolsonaro aveva affermato che queste popolazioni sono “brasiliani sfruttati e manipolati dalle ONG”.

Il compito di “supervisionare, coordinare, monitorare e accompagnare le attività delle organizzazioni internazionali e delle ONG nel territorio nazionale” spetta a un ministro, il generale in riserva Carlos Alberto dos Santos Cruz, responsabile della segreteria del governo, il quale ha spiegato che l’obiettivo è verificare che queste organizzazioni svolgano il loro ruolo di complemento del lavoro governativo, senza abusare dei loro poteri e senza utilizzare i finanziamenti per scopi diversi da quello indicato nello statuto. Il tutto con l’intenzione, secondo quanto riferito dal ministro al quotidiano brasiliano O Globo, di “ottimizzare l’uso del denaro pubblico”. Il governo di Bolsonaro ha promesso di ridurre la spesa pubblica ed eliminare le innumerevoli spese che considera superflue.

Intensificando il controllo sulle ONG che operano nel territorio del Brasile, Bolsonaro si allinea a due ospiti della sua inaugurazione, a Capodanno a Brasilia: i primi ministri di Israele e Ungheria, che hanno recentemente limitato i margini d’azione di organizzazioni con finanziamenti stranieri, accusate di minare l’ordine e la sicurezza promuovendo il dissenso. Benjamin Netanyahu ha ottenuto nel 2016 l’approvazione di una legge volta a frenare le ONG che ricevono denaro straniero e combattono contro l’occupazione dei territori palestinesi. L’Ungheria di Viktor Orban ha dallo scorso anno una legge  simile, che è riuscita a costringere la Fondazione Soros, molto critica nei confronti di quella che considera la deriva autoritaria di Orban, a smettere di operare nel paese. La Russia è un altro dei paesi che ha imposto sin dal 2012 una norma molto restrittiva sull’operato delle organizzazioni non governative. 

Il generale Santos Cruz ha negato, tuttavia, che il governo brasiliano cerchi di neutralizzare o criminalizzare le ONG: “Non interferirò nella vita delle organizzazioni, non limiterò nulla; ma dal momento che è denaro pubblico, ci devono essere trasparenza, chiarezza, risultati”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e dal portoghese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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