Tokyo propone a Mosca di rinunciare a compensazioni reciproche per le isole Curili

Pubblicato il 8 gennaio 2019 alle 21:00 in Giappone Russia

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Tokio potrebbe offrire a Mosca la rinuncia delle reciproche richieste di compensazioni in relazione alle Curili del sud. A riferirlo il quotidiano giapponese Yomiuri Shinbun.

Secondo il giornale la proposta sarà annunciata durante il prossimo round di negoziazioni sul trattato di pace tra i paesi. L’accordo supplementare dovrebbe contribuire a finalizzare i processi postbellici e rafforzare le relazioni bilaterali.

Il governo del Giappone non ha mai riconosciuto la conquista sovietica delle Curili meridionali, considerandole pertanto un “territorio occupato”; per cui Tokyo aveva diritto a richiedere un risarcimento a Mosca per l’occupazione. Tuttavia, ora il Giappone è incline a credere che tali rivendicazioni possano ostacolare i negoziati su un trattato di pace.

Nella giornata di lunedì 7 gennaio, il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha promesso di compiere ogni sforzo per completare i negoziati con la Russia sulla conclusione di un trattato di pace. Secondo il premier giapponese quest’anno ci sarà un “punto di svolta” nella storia delle divergenze territoriali tra i due paesi, affermando inoltre che la questione delle isole Curili non può essere risolta senza il consenso dei loro abitanti.

In precedenza, il senatore Franz Klintsevich aveva affermato che il trasferimento di una parte delle isole Curili in Giappone è fuori questione a causa dell’inviolabilità dei confini della Russia e della sua sicurezza.

A novembre, Abe e Putin hanno raggiunto un accordo per accelerare i negoziati su un trattato di pace basato sulla dichiarazione sovietico-giapponese del 1956.

Da parte sua, tuttavia, Mosca sottolinea che le Curili sono entrate a far parte dell’URSS dopo la seconda guerra mondiale e che quindi la sovranità della Russia sul territorio è indubbia.

Attualmente il Giappone rivendica le quattro isole meridionali che il governo di Tokyo chiama “i territori settentrionali”. Anche se molti progressi diplomatici sono stati fatti durante la presidenza di Putin, la soluzione della disputa è ostacolata dal fatto che le quattro isole meridionali dell’arcipelago ospitano basi militari aeree e navali, quest’ultime anche per i sottomarini nucleari russi. Nel settembre 1983, proprio in quest’area, l’aviazione sovietica abbatté un volo di linea coreano, il volo KAL 007, finito fuori rotta, scambiandolo per un aereo spia americano.

 

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Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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