Spagna, Felipe VI: la bandiera è simbolo di tutti

Pubblicato il 8 gennaio 2019 alle 6:03 in Spagna

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Il re di Spagna, Felipe VI, ha esaltato i valori democratici dell’esercito e la figura delle donne in occasione della “Pasqua Militare” che si celebra il 6 gennaio. 

In occasione del suo discorso per la Pasqua militare, l’atto solenne che inizia l’anno militare, Felipe VI, capitano generale dell’esercito, ha ricordato che l’anno scorso è stato celebrato il 175 ° anniversario “dell’uso della nostra bandiera nazionale”, una bandiera “che simboleggia tutta la nostra nazione e che è un segno di sovranità e indipendenza, di unità e integrità” – ha affermato il monarca.

Il Re ha anche ricordato le vittime del terrorismo e ha sottolineato che gli spagnoli non si sono mai “fatti scoraggiare dal terrorismo e sono riusciti a sconfiggerlo con l’appoggio della società e la forza del nostro Stato di Diritto”

Allo stesso modo il monarca ha ricordato, come anche  il ministro della Difesa, Margarita Robles, il trentesimo anniversario dell’incorporazione delle donne nella professione militare, “una delle pietre miliari più significative e necessarie nel processo di modernizzazione dell’esercito”.

Accompagnato dalla regina Letizia e del presidente del governo, Pedro Sánchez, che ha assistito alla sua prima Pasqua militare, dai ministri della difesa e dell’interno, il monarca ha assicurato che la bandiera è “di tutti” e che lo scudo rappresentato sulla bandiera rappresenta “un riflessione sulla nostra storia e sulla diversità”. Sullo stemma della Spagna, infatti, appaiono gli antichi simboli delle corone di Castiglia, León, Aragona, Navarra e Granada, che nel medioevo concorsero a formare la Spagna. 

Il riferimento all’inclusione del Re non è privo di connotazioni politiche, in un momento in cui i simboli nazionali sono ogni giorno nel dibattito di parte, a maggior ragione dopo l’emergere di Vox nelle ultime elezioni andaluse e la presenza permanente del conflitto catalana nel dibattito politico.

La contesa sui simboli nazionali è all’ordine del giorno nell’agone politico spagnolo. Per il nuovo anno il presidente dell’Aragona, il socialista Javier Lambán, ha inviato ai deputati autonomici di Aragona, Catalogna, Valencia e Baleari (e cioè le attuali comunità autonome sorte su quello che fu il territorio della Corona d’Aragona) un calendario in cui rivendica la realtà storica della Corona d’Aragona e il valore dell’unità della Spagna. Per questo motivo, invita a “rivendicare attivamente la Spagna come il grande paese che è” , un compito che, a suo parere, implica “dire la verità senza costruire nessuna storia inventata”. Nel calendario di Lambán ci sono 12 testi, uno al mese, con contenuti diversi che “sono stati sistematicamente usati per scopi particolari e privi di verità storica” – spiega il presidente aragonese in riferimento, non troppo velato, ai nazionalisti catalani. 

In uno di quei testi, il leader socialista aragonese scrive che “l’Aragona è una comunità autonoma unita da vincoli storici, economici, culturali e affettivi al resto dei territori del nostro paese. Tutti retti oggi dalla Costituzione del 1978, una delle più avanzate al mondo in termini di diritti e libertà”.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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