Magistrato della Corte suprema venezuelana chiede asilo agli USA

Pubblicato il 8 gennaio 2019 alle 15:00 in USA e Canada Venezuela

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Christian Zerpa, magistrato della Sezione elettorale della Corte suprema di giustizia del Venezuela, è fuggito negli Stati Uniti. L’alto magistrato ha affermato di essere in disaccordo con gli elementi giuridici e politici che supportano l’insediamento per un nuovo mandato presidenziale di Nicolas Maduro, il 10 gennaio prossimo, e ha chiesto protezione al governo degli Stati Uniti, assicurando di essere pronto a collaborare con le autorità di Washington.

Attivista politico chavista, Zerpa è stato deputato del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV) di Hugo Chávez e Nicolás Maduro tra il 2010 e il 2015. Fu nominato componente della Corte suprema grazie alle pressioni di Cilia Flores, avvocato e moglie di Nicolás Maduro, convinta che sarebbe stato un difensore degli interessi del chavismo nel massimo tribunale del paese. “In Venezuela non c’è indipendenza di potere. Le decisioni più importanti dello stato sono prese a Miraflores (la sede della presidenza della repubblica, n.d.a.) e le altre istituzioni si adeguano” ha dichiarato Zerpa una volta negli Stati Uniti. Il magistrato ha inoltre affermato che altri funzionari e magistrati della Corte suprema di giustizia sono contrari o quanto meno perplessi rispetto all’insediamento di Nicolás Maduro e all’andamento del paese, e che non si pronunciano solo per paura di rappresaglie.

Anche se sconosciuto per la maggioranza della popolazione, Zerpa è stato direttamente legato alle decisioni giudiziarie più controverse e polemiche prese dalla magistratura dello Stato bolivariano in questi anni, tutte di enorme impatto politico e volte a rafforzare il potere chavista e la permanenza al potere del Partito Socialista Unito del Venezuela a prescindere dal parere del i cittadini.

Zerpa è uno degli “esperti giuridici” nominati nel dicembre 2015 da deputati e leader chavisti membri dell’Assemblea nazionale uscente, al fine di coprire i posti vacanti di alcuni giudici della Corte il cui mandato scaduto, un diritto che avrebbe dovuto esercitare la nuova Assemblea uscita dalle elezioni di quell’anno e dominata dall’opposizione. La mossa consentì al Partito Socialista Unito del Venezuela a mantenere, tra le polemiche, il controllo della Corte suprema.

Dagli USA, Zerpa denuncia che il generale Gustavo González López, ex direttore del Sebin, il servizio segreto venezuelano, “è scomparso da ottobre e nessuno sa se sia vivo o morto”. Deposto due mesi fa per ragioni ancora poco chiare, González López, fedelissimo di Maduro, è stato “destinato ad altro incarico” secondo fonti governative o arrestato, secondo quanto riferisce l’opposizione. 

Poco dopo la notizia della fuga di Zerpa negli Stati Uniti, il presidente della Corte Suprema, Maikel Moreno, ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che l’evasione dell’alto magistrato non ha ragioni politiche ma è avvenuta a causa di un’indagine interna alla Corte suprema avviata contro di lui per molestie sessuali e condotta impropria. Moreno ha defininito il comportamento di Zerpa “aberrante”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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