La Chiesa ortodossa ucraina celebra il primo Natale dal raggiungimento dell’autocefalia

Pubblicato il 8 gennaio 2019 alle 10:54 in Russia Ucraina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Chiesa ortodossa ucraina ha festeggiato il primo Natale come clero indipendente da quello di Mosca. Ciò è avvenuto lunedì 7 gennaio, giorno in cui si celebra il Natale ortodosso.  Il Presidente Poroshenko si è detto felice di poter celebrare il Natale in una chiesa indipendente, aggiungendo che la concessione del tomo dell’autocefalia è alla base della libertà spirituale del Paese ed ha rotto “le ultime catene che hanno legato Kiev a Mosca”.

Centinaia di ucraini si sono recati alla Cattedrale di Santa Sofia, a Kiev, per vedere il tomo dell’indipendenza, che è stato firmato dal Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, e consegnato al nuovo metropolita Epifano, sabato 5 gennaio, appena due giorni prima della celebrazione del Natale.

Il percorso verso l’autocefalia della Chiesa ortodossa ucraina ha avuto inizio l’11 ottobre quando, al termine di un sinodo di tre giorni, il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I ha appoggiato la richiesta dell’Ucraina di stabilire una chiesa autocefala. In quell’occasione, sono state adottate diverse decisioni per aprire a Kiev la strada verso l’autocefalia. Tra queste, vi è la riabilitazione del Patriarca ucraino Filarete, che era stato scomunicato dalla Chiesa Ortodossa russa nel 1997, quando era alla guida del Patriarcato di Kiev, formatosi dopo il collasso dell’Unione Sovietica del 1991. Filarete sosteneva una Chiesa ucraina indipendente ed un’integrazione più stretta con l’Occidente.

 Un’altra decisione presa a favore di Kiev è stata l’abolizione della lettera sinodale del 1686, che dava al Patriarca di Mosca la facoltà di ordinare il Capo della Chiesa di Kiev, come riporta il Financial Times. In questo modo, la Chiesa ortodossa ucraina è stata portata fuori dalla giurisdizione canonica di Mosca, come spiega l’agenzia di stampa ucraina Unian.

La Russia si è aspramente opposta alla decisione di concedere l’autocefali alla Chiesa ucraina, ed ha paragonato l’evento al Grande Scisma del 1054, che ha sancito la divisione dal cristianesimo occidentale e quello orientale. La rottura nelle relazioni tra la Chiesa di Mosca e quella di Kiev riflette la medesima rottura a livello di politica estera dei due Paesi, che ha avuto inizio nel 2014, quando la Crimea è entrata a far parte della Federazione Russa.

L’attuale leader ucraino Petro Poroshenko si è fortemente battuto per riuscire a stabilire una chiesa ortodossa nazionale, in modo da recidere i suoi legami secolari con il clero russo. Secondo le autorità ucraine, si tratta di un passo necessario per fronteggiare l’intromissione di Mosca all’interno del territorio del loro Paese. Secondo il Washington Post, Poroshenko ha reso il raggiungimento dell’autocefalia della Chiesa ortodossa ucraina uno dei punti di forza della sua campagna elettorale per le elezioni presidenziali previste per il prossimo 31 marzo, in cui sfiderà Julija Timoshenko.

L’autocefalia sembra non essere l’unica mossa intrapresa da Poroshenko in vista delle prossime elezioni, secondo alcuni esperti. Anche la decisione di introdurre la legge marziale, formalizzatasi lunedì 26 novembre con il via libera del Parlamento, all’indomani dell’incidente dello stretto di Kerch, è stata vista da alcuni critici come un mezzo per rafforzare la sua posizione, come ha scritto il  Washington Post. Nello specifico, Maxim Eristavi, ricercatore del Consiglio Atlantico, ha dichiarato che “Poroshenko vuole ottenere un vantaggio nella sua campagna elettorale”, spiegando che il Presidente ucraino “sta giocando la carta del comandante, che indossa l’uniforme militare per far notare che è lui al controllo”.

Inoltre, venerdì 30 novembre è stato proibito l’ingresso nel Paese agli uomini russi di età compresa tra i 16 ed i 60 anni al fine di impedire la formazione di un esercito privato capace di combattere nel suolo ucraino e “proibire a Mosca di portare avanti le operazioni che aveva pianificato nel 2014”, come ha scritto Poroshenko in un tweet riportato dal Kyiv Post.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Cristina Lipari

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.