Serbia: Migliaia di cittadini protestano contro il Presidente

Pubblicato il 7 gennaio 2019 alle 16:20 in Balcani Serbia

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Migliaia di cittadini serbi hanno marciato nella città di Belgrado protestando contro il Presidente della Repubblica, Aleksandar Vucic, ed il suo partito, sabato 5 gennaio. I manifestanti hanno inoltre invocato la libertà dei media e la fine degli attacchi nei confronti dei giornalisti e dei politici di opposizione.

Si tratta della quinta protesta di questo tipo nel corso di altrettante settimane. Tale scia di proteste è stata scatenata da un incidente che ha avuto luogo venerdì 23 novembre, quando due uomini hanno assalito Borko Stefanovic, politico di opposizione nonché fondatore del partito Levica Srbije, nel 2015. Stefanovoc, durante una conferenza stampa, ha accusato il Governo di “tentato assassinio” come riferisce l’agenzia di stampa balcanica Ibna, che spiega inoltre che Dragon Djilas, leader dell’Alleanza per la Serbia, sostiene che l’esecutivo sia una delle cause di tali attacchi poiché ha creato un’”atmosfera macabra” nella società.

I sostenitori di Alleanza per la Serbia, un gruppo formato da 30 partiti e organizzazioni dell’opposizione, affermano che Vucic sia un autocrate e che il suo partito sia corrotto, come spiega Reuters. Sia Vucic sia il Partito Progressista Serbo, di cui è membro, negano tali dichiarazioni.

Il Partito Progressista Serbo è nato nell’ottobre 2008 da una scissione dal Partito Radicale Serbo. Si è presentato alle elezioni parlamentari per la prima volta nel 2012 quando, con il 24% dei voti, si è attestato come primo partito del Paese, superando il Partito Democratico ed il Partito Socialista. La performance del partito è migliorata nel corso delle successive elezioni: nel 2014 ha raddoppiato i consensi ricevuti, arrivando al 48,3%, cifra che gli ha permesso di ottenere la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento. Anche alle ultime elezioni, nel 2016, il Partito Progressista Serbo ha replicato tale prestazione, ottenendo nuovamente il 48,2% dei consensi e la maggioranza assoluta dei seggi.

I manifestanti hanno richiesto che ai gruppi di opposizione venga garantito più spazio da parte della televisione pubblica, oltre allo svolgimento di indagini approfondite sugli attacchi nei confronti di giornalisti e politici di opposizione, come nel caso di Stefanovic. In precedenza, il Presidente Vucic aveva dichiarato che non si sarebbe piegato alle richieste dei 5 milioni di manifestanti che invocavano una riforma elettorale ed una maggiore libertà dei media, aggiungendo che avrebbe testato la popolarità del suo partito tramite una votazione. I gruppi di opposizione hanno replicato rendendo nota la loro intenzione di boicottare tale votazione. Secondo un sondaggio del Center for Free Elections and Democracy (CESID) di Belgrado, il Partito Progressista Serbo, da solo, ha il supporto del 53,3% dei cittadini, superando sensibilmente tutte le altre formazioni. Sempre secondo il sondaggio, riportato da Reuters, se i partiti di opposizione si unissero in un’alleanza, potrebbero contare sul supporto del 15% della popolazione. Tuttavia, un tale accordo non è stato ancora raggiunto dai gruppi di opposizione che, però, hanno tempo fino al 2020, anno in cui sono previste le prossime elezioni parlamentari.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Cristina Lipari

di Redazione

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