Cina: pronti ad accogliere ONU in Xinjiang se non interferirà in questioni domestiche

Pubblicato il 7 gennaio 2019 alle 13:14 in Asia Cina

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La Cina ha dichiarato di essere disposta ad accogliere i funzionari delle Nazioni Unite nella regione dello Xinjiang se verranno seguite le giuste procedure, in un momento in cui a livello internazionale sta crescendo la preoccupazione per i programmi di de-radicalizzazione da parte di Pechino nell’area.

Il governo cinese sta portando avanti una campagna in Xinjiang contro quelle che sono state definite le forze di “terrorismo, separatismo ed estremismo religioso”. Diversi gruppi per i diritti umani hanno spiegato che tutte le persone che, secondo le autorità, potrebbero essere state influenzate dall’estremismo islamico, vengono sottoposte a una sorta di “lavaggio del cervello” all’interno dei campi. I detenuti sono costretti a elogiare il Partito Comunista, imparare il cinese mandarino, studiare il pensiero dell’attuale presidente cinese, Xi Jinping, e confessare le loro “trasgressioni”, quali ad esempio pregare in una moschea o viaggiare all’estero. 

Michelle Bachelet, il funzionario d’alto rango per i diritti umani dell’ONU, a dicembre aveva comunicato che il suo ufficio stava cercando di accedere allo Xinjiang per verificare una serie di “notizie preoccupanti” relative a campi di rieducazione dove vengono trattenute le minoranze musulmane, inclusa la minoranza etnica degli uiguri. Ad agosto 2018, le Nazioni Unite avevano comunicato di aver ricevuto un resoconto credibile che informava che più di un milione di uiguri e altre minoranze in Xinjiang erano trattenute in quelli che sembravano “enormi campi di concentramento”.

Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lu Kang, durante un briefing ha dichiarato che la Cina ha invitato gli esperti dell’ONU in Xinjiang, spiegando che tutte le parti, Nazioni Unite incluse, saranno le benvenute se rispetteranno le procedure di viaggio. I funzionari dell’organizzazione internazionale dovranno anche “evitare di interferire nelle questioni domestiche” e adottare un’attitudine obiettiva e neutrale.

Pechino ha lanciato una campagna pubblicitaria sempre più attiva per difendere le sue azioni in Xinjiang, contro le critiche di attivisti, studiosi, governi esteri ed esperti dei diritti umani delle Nazioni Unite. Inoltre, tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio, il governo cinese ha organizzato una visita nella regione per un piccolo gruppo di giornalisti e per i diplomatici di 12 Paesi non occidentali, tra i quali Russia, Indonesia, India, Thailandia e Kazakistan. Le due delegazioni hanno visitato tre edifici definiti “centri di formazione educativa professionale”, rispettivamente a Kashgar, Moyu e Hotan. In tali sedi, gli studenti uiguri studiano in cinese mandarino i pericoli dei pensieri estremisti e, al cospetto dei giornalisti, hanno cantato e danzato. I funzionari dello Xinjiang hanno spiegato a Reuters che il programma di de-radicalizzazione ha avuto molto successo, ma che molte meno persone in futuro prenderanno parte al sistema.

Il governatore dello Xinjiang, Shohrat Zakir, domenica 6 gennaio ha spiegato che i centri sono stati creati per istruire e trasformare coloro influenzati dall’estremismo, nel tentativo di migliorare le loro abilità lavorative, la capacità di parlare in cinese mandarino e migliorare la loro conoscenza della legge. L’uomo ha spiegato che la creazione di questo programma è del tutto legale e che gli studenti ricevono pasti e istruzioni e la possibilità di vedere e sentire le loro famiglie.

Tuttavia, i gruppi umanitari e gli ex detenuti hanno dichiarato che le condizioni nei campi sono pessime e le persone soggette ad abusi. Inoltre, è stato sottolineato che non viene impartita nessuna formazione professionale. In una rara mossa, un gruppo di 15 ambasciatori occidentali presso Pechino, guidati dal Canada, han cercato di incontrare il funzionario d’alto rango della regione, il capo del Partito Comunista Chen Quanguo, per ricevere spiegazioni in merito ai presunti abusi contro gli uiguri, ma non hanno ricevuto risposta.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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