Bolsonaro contro esercitazioni congiunte Russia-Venezuela

Pubblicato il 7 gennaio 2019 alle 15:00 in Brasile Venezuela

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Il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, entrato ufficialmente in carica dal 1 gennaio scorso, ha espresso preoccupazione per le recenti esercitazioni militari russe in Venezuela durante un’intervista al canale televisivo brasiliano SBT.

“La Russia ha condotto manovre in Venezuela, sappiamo quali sono le intenzioni della dittatura di Maduro e il Brasile ha di che preoccuparsi, anche perché negli ultimi 24-25 anni le forze armate sono state abbandonate dai nostri governi per ragioni politiche” – ha dichiarato Bolsonaro, che addossa così indirettamente ai governi di Fernando Henrique Cardoso, Lula da Silva, Dilma Rousseff e Michel Temer l’eventuale impreparazione dell’esercito brasiliano.

Lo scorso 10 dicembre, due bombardieri missilistici strategici Tu-160, un aereo da trasporto militare pesante An-124 e un aereo a lungo raggio IL-62 delle Forze aeree della Federazione russa sono atterrati all’aeroporto internazionale di Caracas per partecipare a manovre congiunte con l’aviazione militare del paese latinoamericano. In Venezuela, circa un centinaio di militari russi hanno effettuato voli congiunti con aviatori delle forze aeree venezuelane, per poi tornare nella base di partenza in Russia.

L’ambasciatore russo in Venezuela Vladimir Zaemskij non ha escluso la possibilità di nuovi voli di aerei russi nel paese sudamericano e l’Assemblea Nazionale Costituente di Caracas ha dichiarato che le manovre congiunte con Mosca non rappresentano una minaccia per la regione e che i vicini non hanno nulla da temere. Il ministro della Difesa venezuelano Vladimir Padrino López ha dichiarato che i voli congiunti hanno come unico obiettivo quello di “incrementare le misure di sicurezza” tra Russia e Venezuela.

Già prima del suo insediamento, Jair Bolsonaro ha promesso di adottare “tutte le misure necessarie nel quadro dello stato di diritto e della democrazia” contro il Venezuela. In precedenza, le autorità brasiliane avevano inviato, ma poi hanno ritirato gli inviti all’insediamento di Bolsonaro al presidente venezuelano Nicolas Maduro e al leader cubano Miguel Díaz-Canel, e inoltre non hanno invitato le autorità del Nicaragua, cioè gli alleati di Caracas nella regione. Il neo-presidente in un’intervista ha spiegato che l’insediamento di un presidente eletto è una “festa della democrazia” e che non aveva senso invitare i rappresentanti di paesi che “calpestano la democrazia”.

Il presidente brasiliano, capitano dell’esercito in riserva, ha aggiunto che in Brasile le forze armate sono “l’ultimo ostacolo” all’avanzamento del socialismo ed ha anche assicurato che in Venezuela Hugo Chávez è riuscito a imporre un regime “corrompendo, dando tangenti ai militari e demoralizzando le forze armate” ed ha affermato inoltre che l’ex presidente Dilma Rousseff (2011-2016) ha tentato lo stesso in Brasile.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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