Afghanistan: almeno 27 vittime in due attacchi separati

Pubblicato il 7 gennaio 2019 alle 17:48 in Afghanistan Asia

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Almeno 27 persone, inclusi civili e forze della sicurezza, sono stati uccisi in attacchi separati in due province dell’Afghanistan, secondo quanto riportato da alcuni funzionari, lunedì 7 gennaio.

6 civili sono stati uccisi e molti altri feriti dopo l’esplosione di una bomba nella provincia sudorientale di Paktika, ha riportato il capo del consiglio provinciale, Bakhtiar Gul Hemat. Il gruppo aveva trovato la bomba sul lato di una strada nel distretto di Jani Khel, e la stava trasportando in una macchina, quando il dispositivo è esploso. L’altro incidente è avvenuto nella provincia occidentale di Badghis, dove un attacco dei talebani, domenica 6 gennaio, ha ucciso 21 membri del personale di sicurezza.

Inoltre, è stata colpita una base militare nel distretto di Qadis e il capo del consiglio provinciale locale, Abdul Aziz Baig, ha spiegato che le vittime sono 12 soldati e 2 poliziotti. Infine, un ulteriore attacco nel distretto di Ab Kamari ha ucciso almeno 7 membri della polizia, ferendo altre 9 persone. Jamshid Shahabi, portavoce del governatorato provicniale di Badghis, ha spiegato che più di 15 militanti talebani sono stati uccisi, mentre altri 10 sono stati feriti negli scontri.

Negli ultimi mesi, i talebani hanno aumentato i loro attacchi contro le forze di sicurezza e gli edifici del governo, mentre le truppe afgane e statunitensi hanno intensificato le loro operazioni contro i comandanti del gruppo. Nonostante ciò, gli Stati Uniti avevano annunciato il ritiro di metà delle truppe dall’Afghanistan.

Nell’ultimo periodo, la comunità internazionale ha assistito a numerosi sforzi diplomatici per stabilizzare la situazione nel Paese. L’amministrazione Trump ha nominato un rappresentante speciale, Zalmay Khalilzad, affinché coadiuvasse il processo di pace nella regione. I talebani hanno incontrato la delegazione statunitense, ma si sono rifiutati di incontrare quella afgana e hanno altresì richiesto un cambio di sede delle trattative, in quanto l’Arabia Saudita, che ospitava i negoziati, aveva insistito perché Kabul sedesse al tavolo delle trattative. I talebani, inoltre, stanno discutendo della situazione post-guerra in Afghanistan anche con l’Iran.

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati abbattuti dagli americani, in seguito all’invasione del 2001 e all’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo. I talebani, tuttavia, non sono l’unica preoccupazione dell’esercito di Kabul e degli USA, poiché, dal 2015, l’Afghanistan è minacciato anche dalle attività della Khorasan Province, la branca dell’ISIS attiva nell’area, che compie attacchi sistematici contro le comunità locali sciite.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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