Giappone: Abe determinato a risolvere la disputa con la Russia sulle isole Curili

Pubblicato il 4 gennaio 2019 alle 11:50 in Giappone Russia

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Il Primo Ministro giapponese, Shinzo Abe, ha dichiarato, venerdì 4 gennaio, di voler raggiungere un trattato di pace con la Russia che ponga fine alla disputa territoriale delle isole Curili.

Durante una conferenza stampa nella città giapponese di Ise, il Primo Ministro Abe ha espresso l’intenzione di raggiungere un trattato di pace con Putin, che incontrerà in Russia alla fine di questo mese. Abe ha inoltre ricordato che, sebbene negli ultimi 70 anni non ci sia stato alcun progresso in merito alla disputa territoriale, durante gli ultimi due anni Mosca e Tokyo hanno cooperato “come mai prima d’ora” su questioni riguardanti l’arcipelago, oltre che economicamente, pur senza la garanzia del raggiungimento di un accordo.

A settembre, durante una conferenza nella città russa di Vladivostok, Putin ha colto Abe di sorpresa proponendogli di firmare un trattato di pace entro la fine dell’anno “senza alcuna precondizione”. Abe respinse la proposta, ribadendo la posizione del Giappone secondo cui, prima di raggiungere un accordo, è necessario risolvere la questione della sovranità. In altre parole, per Tokyo senza la cessione delle Curili meridionali non ci sarebbe stato alcun trattato di pace. 

Successivamente, in seguito all’incontro di  Singapore, in occasione del summit dei Paesi ASEAN tenutosi il 15 e 16 novembre, il Primo Ministro giapponese ha espresso la sua volontà di accelerare i negoziati sulla base di una dichiarazione congiunta di Mosca e Tokyo del 1956, in cui l’Unione Sovietica accettava di trasferire, successivamente alla conclusione di un trattato di pace con il Giappone, le due isole minori dell’arcipelago, Habomai e Shikotan, conosciute in Giappone con il nome di “Territori del Nord” e come “Curili Meridionali” in Russia. Le altre due isole, Kunashir e Iturup, non sono invece menzionate nella dichiarazione.

A questo punto, la prossima mossa spetta a Putin, e non c’è nulla di certo. Da una parte, potrebbe essere aperto ad un accordo, fiducioso che questo catalizzi verso la Russia un numero maggiore di investimenti e tecnologie giapponesi, di cui Mosca ha estremamente bisogno. Dall’altra, invece, Putin potrebbe opporsi all’accordo perché la maggior parte dei cittadini russi si oppone alla restituzione al Giappone delle due isole minori.

La disputa delle isole Curili ha avuto inizio alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando l’Unione Sovietica, dopo essersi impegnata a Jalta ad entrare in guerra contro il Giappone, occupò le isole Curili. Precedentemente, l’amministrazione dell’arcipelago era stata definita da tre accordi successivi. Il trattato di Shimoda, del 1855, stabiliva l’amministrazione congiunta dell’isola di Sachalin e la sovranità giapponese sulle quattro isole più vicine al suo territorio, mentre tutte le altre erano state rimesse alla sovranità russa. Con il trattato di San Pietroburgo, del 1875, l’Impero Russo rinunciava al suo controllo sulle isole Curili in cambio della sovranità completa sull’isola di Sachalin. In seguito alla guerra russo-giapponese, il Trattato di Portsmouth sancì la sovranità giapponese sulle Curili e sulla parte meridionale di Sachalin.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Cristina Lipari

di Redazione

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