Italia: scomparso l’ambasciatore reggente della Corea del Nord

Pubblicato il 3 gennaio 2019 alle 11:14 in Corea del Nord Italia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Jo Song-gil, per oltre un anno ambasciatore della Corea del Nord ‘reggente’ in Italia, è scomparso di recente. Secondo quanto riferito da un membro del Parlamento della Corea del Sud, l’uomo avrebbe richiesto asilo in un Paese occidentale.

Il diplomatico era scomparso con la moglie all’inizio di novembre, dopo aver lasciato l’ambasciata senza nessun preavviso. Le informazioni sono state riferite da Kim Min-ki, un legislatore sudcoreano che ha conferito con i Servizi di Intelligence Nazionale, il 3 gennaio. Nella stessa giornata, il quotidiano JoongAng Ilbo, citando fondi diplomatiche non identificate, ha dichiarato che Jo ha fatto richiesta di asilo in un Paese occidentale non specificato e che si trova in un luogo sicuro con la sua famiglia, sotto protezione del governo italiano. Con lui e la moglie, secondo il quotidiano, ci sono anche i figli, nonostante da quando Kim Jong-un è entrato in carica come presidente nordcoreano, alla fine del 2011, Pyongyang costringa i diplomatici all’estero di lasciare in patria i figli, anche se il governo nordcoreano opera alcune eccezioni.

Se la notizia venisse confermata, Jo si aggiungerebbe alla crescente lista di diplomatici di alto rango che hanno cercato di fuggire dall’oppressiva Corea del Nord, governata da Kim Jong-un. Infatti, ad agosto 2016, Thae Yong Ho, l’allora vice ambasciatore nordcoreano del Regno Unito, era sparito con la sua famiglia in Corea del Sud, diventando il diplomatico di più alto rango a compiere un gesto simile. Alcuni disertori del regime nordcoreano hanno spiegato alla CNN che Pyongyang punisce regolarmente famiglie intere per il crimine di un solo individuo, specialmente per quanto riguarda coloro considerati colpevoli di aver perpetrato attività contro il regime. Coloro che hanno lasciato la Corea del Nord hanno spiegato che i parenti dei disertori vengono spesso mandati in campi di prigionia o utilizzati dal governo per la propaganda.

Jo aveva assunto la carica in Italia a ottobre 2017, dopo che Roma aveva espulso l’allora ambasciatore, Mun Jong Nam, in segno dij protesta contro i test missilistici e nucleari della Corea del Nord e il suo sprezzo delle sanzioni imposte dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Jo si era unito all’ambasciata nordcoreana in Italia a maggio 2015 e doveva terminare il suo mandato a fine di novembre 2017. Una fonte rimasta anonima ha comunicato a Reuters che Jo era stata ufficialmente sostituito da Kim Chon, il nuovo ambasciatore reggente, alla fine di novembre.

L’ambasciata italiana a Seoul, che è altresì responsabile per le relazioni con la Corea del Nord, non ha rilasciato commenti sull’accaduto. A novembre 2017, un resoconto che l’Italia aveva consegnato a una commissione dell’ONU che ha il compito di monitorare l’attuazione delle sanzioni contro Pyongyang, comunicava che 4 diplomatici erano presenti all’ambasciata della Corea del Nord, e Jo era indicato come primo segretario.

Il Ministero degli Esteri italiano ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna richiesta d’asilo da parte dell’ambasciatore reggente nordcoreano. Fonti diplomatiche hanno comunicato che l’ultima volta che Roma ha avuto contatti con Jo è stato quando il governo di Pyongyang aveva inviato una nota, nel 2017, per comunicare che l’uomo sarebbe stato sostituito. Secondo la BBC, la missione diplomatica nordcoreana in Italia è fondamentale per la Corea del Nord, in quanto la FAO ha sede a Roma e il Paese asiatico spesso soffre di croniche carenze di cibo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.