USA: cooperazione con Israele continuerà nonostante ritiro truppe dalla Siria

Pubblicato il 2 gennaio 2019 alle 6:00 in Israele USA e Canada

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Il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha affermato che, sebbene il presidente Trump abbia ordinato il ritiro delle truppe dalla Siria, gli Stati Uniti continueranno a cooperare con Israele nella regione, come anche per arginare l’influenza iraniana nel Medio Oriente.

Nei suoi primi commenti pubblici riguardo l’ordine presidenziale di ritirare le truppe dalla Siria, Pompeo, dal canto suo, ha annunciato che ciò “non cambia in alcun modo il fatto che l’amministrazione sta lavorando fianco a fianco con Israele”. Il Segretario di Stato ha ribadito: “La campagna contro l’Isis continua, i nostri sforzi per combattere l’aggressione iraniana continuano, e il nostro impegno per la stabilità del Medio Oriente e la protezione di Israele continuano nello stesso modo in cui avveniva prima che tale decisione fosse stata presa”.

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, dopo aver incontrato Pompeo a Brasilia, in occasione della cerimonia di insediamento del nuovo capo di Stato brasiliano, Jair Bolsonaro, ha annunciato di aver pianificato con il diplomatico americano incontri per migliorare a livello bilaterale la cooperazione dei servizi di intelligence e delle operazioni in Siria, e altrove, nel Medio Oriente, arginare “l’aggressione” iraniana. “Abbiamo molte cose di cui parlare”, ha affermato Netanyahu, ringraziando a nome del suo Paese il sostegno “forte, inequivocabile” che gli Stati Uniti gli hanno prestato, negli ultimi tempi, nella difesa contro la Siria.

Il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Robert Palladino, ha reso noto che Pompeo e Netanyahu hanno discusso circa “l’inaccettabile minaccia che l’aggressione e la provocazione regionale dell’Iran e dei suoi agenti pongono a Israele e alla sicurezza regionale”, e Pompeo ha rinsaldato l’impegno americano a preservare la sicurezza e il diritto all’autodifesa di Israele.

Nel mese di dicembre, in seguito all’annuncio del ritiro delle truppe americane dalla Siria, Netanyahu aveva affermato che il suo Paese avrebbe incrementato la lotta contro le forze alleate a Teheran in Siria. Lo Stato ebraico considera l’aumento dell’influenza iraniana nel Medio Oriente una minaccia crescente, e ha condotto vari raid aerei nelle città siriane contro sospette basi e armamenti iraniani, mobilitati nella nazione per sostenere il regime di Damasco del presidente Bashar al-Assad.

Il 19 dicembre, Trump aveva ordinato il ritiro di 2.000 truppe americane dalla Siria, ponendo fine improvvisamente alla campagna militare contro lo Stato Islamico e cedendo, di fatto, un Paese mediorientale strategico alla sferra di influenza della Russia e dell’Iran. “Abbiamo sconfitto l’Isis in Siria, che era l’unica ragione per essere presenti là durante la mia presidenza”, aveva motivato Trump in quell’occasione. Tale drastico cambiamento strategico aveva fatto sì che il giorno successivo, giovedì 20 dicembre, il segretario della Difesa, Jim Mattis, annunciasse le sue dimissioni per divergenza di vedute.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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