L’Organizzazione degli Stati Americani pronta a espellere il Nicaragua

Pubblicato il 2 gennaio 2019 alle 6:09 in America Latina America centrale e Caraibi

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L’Organizzazione degli Stati Americani (OEA) è pronta a espellere il Nicaragua a causa della repressione in corso nel paese centroamericano. Il segretario generale, Luis Almagro, ha affermato che ricorrerà alla giustizia internazionale per processare i responsabili dei crimini contro la popolazione civile.

Con il sostegno di Argentina, Colombia , Cile, Stati Uniti e Perù, il Segretario generale dell’Organizzazione degli Stati Americani, Luis Almagro, ha affermato che inizierà il processo di applicazione della Carta democratica interamericana in Nicaragua. Almagro ha anche chiesto alla Commissione interamericana sui diritti umani di denunciare il Nicaragua per crimini contro l’umanità dinanzi alla Corte interamericana. Questo fatto – riferisce la versione in spagnolo della CNN – è visto con ottimismo all’interno del paese da parte dei difensori dei diritti umani.

L’applicazione della Carta democratica interamericana è una misura urgente per fare pressione sulle autorità nicaraguensi e costringerle a rispettare le istituzioni di una nazione che è precipitata in una profonda crisi politica. La repressione ha causato più di 325 morti dal 18 aprile, quando iniziarono le proteste contro il governo sandinista di Daniel Ortega, a oggi. Almagro ha anche affermato che la OEA adirà la giustizia internazionale in modo che i responsabili dei crimini contro i civili possano essere giudicati. Secondo il Dipartimento di Stato USA e le principali organizzazioni nicaraguensi dei diritti umani, la principale responsabile della repressione è la vicepresidente del paese e moglie del presidente Rosario Murrillo. 

In una sessione straordinaria del Consiglio permanente dell’Organizzazione, tenutosi giovedì 27 dicembre a Washington, il Segretario Generale dell’ente interamericano ha osservato che è stato “costretto” ad iniziare il processo di applicazione della Carta democratica, documento legale con valore continentale creato per preservare l’ordine istituzionale quando un un paese della regione si verifica una una rottura nell’ordine costituzionale vigente. La sospensione dell’organizzazione avrebbe importanti conseguenze politiche ed economiche per il  Nicaragua.

L’applicazione della Carta, tuttavia, richiede prima di alcuni sforzi diplomatici. L’articolo 21 di detto documento stabilisce che “quando l’Assemblea Generale [l’organo supremo della OEA], convocata per una sessione speciale, scopre che si è verificata la rottura dell’ordine democratico in uno stato membro e che gli sforzi diplomatici non hanno portato ad alcun risultato, in conformità con la Carta della OEA prenderà la decisione di sospendere tale membro dall’esercitare il proprio diritto a partecipare alla OEA con il voto favorevole dei due terzi degli Stati membri. La sospensione ha valore immediato”.

Per Almagro, le violazioni dei diritti umani, l’autoritarismo di Ortega, l’espulsione di osservatori internazionali dal Nicaragua e la persecuzione del dissenso, richiedono una risposta forte da parte delle nazioni dell’Organizzazione.

“Siamo costretti a iniziare l’applicazione della Carta Democratica interamericana in Nicaragua, perché la soluzione alla violazione dei diritti umani è una questione che riguarda l’intera regione. La soluzione è ancora politica e diplomatica e abbiamo gli strumenti giuridici inter-americani per affrontarla e che, volenti o nolenti, capirete che riguardano anche voi e il vostro governo” ha affermato Almagro in un duro discorso rivolto al presidente nicaraguense Daniel Ortega, che, ha sottolineato ancora Almagro, “ha scelto la strada della dittatura”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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