Libia: 2 attentati suicidi nel Sud del Paese

Pubblicato il 2 gennaio 2019 alle 8:37 in Africa Libia

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Due attentati suicidi, probabilmente effettuati dallo Stato Islamico, hanno causato la morte di 3 soldati libici, nell’area di Ghadwa, nella città meridionale di Sabha, mercoledì 2 gennaio. Il ministro dell’Interno ad interim, Ahmed Baraka, ha riferito che un kamikaze si è fatto esplodere in prossimità della stazione di polizia di Ghadwa, mentre l’altro è saltato in aria all’interno della stazione, in seguito al suo arresto.

Tali attacchi soni avvenuti a una settimana di distanza da quello del 25 dicembre, quando tre attentatori suicidi hanno colpito il quartier generale del Ministero degli Esteri libico a Tripoli, causando la morte di 2 persone e il ferimento di almeno altre 10. Il primo gennaio, la polizia libica ha effettuato un’operazione antiterrorismo in cui ha ucciso diversi militanti dell’ISIS.

La presenza in Libia di forze appartenenti allo Stato Islamico è stata ripetutamente confermata nel corso degli ultimi anni. Già nel dicembre del 2017, il coordinatore dell’antiterrorismo dell’Unione Europea, Gilles de Kerchove, aveva dichiarato che, nonostante l’ISIS fosse stato sconfitto a livello territoriale in Siria e in Iraq, sarebbe potuto rinascere in Paesi caratterizzati da “governi deboli”, come la Libia. 

L’8 gennaio scorso, l’Activation Committee of Security Services di Sirte ha annunciato la presenza di alcune cellule dei terroristi dello Stato Islamico nelle zone occidentale e meridionale di Tripoli e le Special Deterrence Forces (RADA) hanno arrestato due militanti dell’ISIS, che avevano tentato di far esplodere alcune bombe nei pressi di un grande mercato molto frequentato, situato nel quartiere di Driba, nella capitale libica. All’inizio di aprile, il governo di Tripoli ha annunciato il lancio di una nuova operazione militare, chiamata Nation’s Storm, con l’obiettivo di combattere i militanti dell’ISIS nel Paese.

Oltre ad attaccare le forze di sicurezza ed i civili, i militanti dell’ISIS compiono spesso attacchi contro i pozzi petroliferi. Il 10 settembre, tre attentatori hanno fatto irruzione negli uffici della National Oil Corporation (NOC), la compagnia petrolifera nazionale libica, armati di fucili automatici, granate ed altri esplosivi, facendosi esplodere. 2 dipendenti hanno perso la vita. Il presidente della NOC, Mustafa Sanallah, ha riferito alla televisione libica che la sede è stata gravemente danneggiata per via delle esplosioni.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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