Yemen: rubati e rivenduti gli aiuti alimentari destinati ai cittadini del Paese

Pubblicato il 1 gennaio 2019 alle 13:31 in Medio Oriente Yemen

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Il Programma alimentare mondiale (WFP) delle Nazioni Unite ha dichiarato, lunedì 31 dicembre, che in alcune aree dello Yemen controllate dai ribelli Houthi sono stati rubati e rivenduti gli aiuti alimentari destinati ai cittadini del Paese, che si trovano in una grave condizione di inedia.

Dopo aver sentito che il cibo proveniente dagli aiuti umanitari era venduto sul mercato libero a Sana’a, il WFP ha dichiarato di aver scoperto che molte persone non avevano ricevuto le loro razioni di cibo che spettavano loro di diritto, e che almeno una organizzazione partner locale affiliata al Ministero dell’Educazione degli Houthi aveva commesso frode. “Questa condotta è paragonabile al rubare il cibo dalla bocca degli affamati” ha dichiarato il direttore esecutivo dell’ente dell’ONU, David Beasley. “In un periodo nel quale i bambini dello Yemen muoiono perché non hanno abbastanza cibo da mangiare, questo è un oltraggio. Tale comportamento criminale deve essere fermato immediatamente” ha aggiunto. Il WFP sta cercando di far arrivare aiuti alimentari ad almeno 12 milioni di persone.

Un funzionario degli Houthi ha espresso “profonda delusione” nei confronti della dichiarazione, dichiarando che “non in linea con le pratiche del Programma alimentare mondiale”. “Questa posizione ci sorprende, poiché non è sostenuta da alcuna prova. Approviamo la formazione di un comitato indipendente che indaghi sulle violazioni” ha sottolineato Mohammed Ali al-Houthi, il capo del Comitato Rivoluzionario Supremo degli Houthi, in una dichiarazione inviata a Reuters.

Tuttavia, il WFP ha comunicato di aver raccolto prove fotografiche e non solo di alcuni camion che rimuovono illegalmente il cibo dai centri di distribuzione alimentare designati e di funzionari locali che avrebbero falsificato i resoconti e manipolato la selezione dei beneficiari. “È  stato scoperto che alcuni aiuti alimentari sono stati consegnati a persone che non ne avevano diritto, mentre altri sono stati venduti sul mercato della capitale” ha sottolineato la dichiarazione rilasciata dal Programma alimentare mondiale.

Beasley ha dichiarato di aver richiesto alle autorità dei ribelli di fermare le deviazioni nelle consegne di cibo e di assicurarsi che gli aiuti raggiungano coloro che ne hanno bisogno. Herve Verhoosel, il portavoce del WFP a Ginevra, ha dichiarato che l’ente sta esaminando la possibilità di distribuire denaro contante ai bisognosi, introducendo un sistema di identificazione biometrica per accertarsi delle loro identità, utilizzando i loro dati personali e anche scansioni dell’iride e delle impronte digitali.

Il conflitto in corso in Yemen è iniziato con l’occupazione, nel 2014, della capitale, Sana’a, da parte dei ribelli Houthi, che hanno poi rovesciato il governo internazionalmente riconosciuto del presidente, Abd-Rabbu Mansour Hadi. Preoccupata per l’ascesa dei ribelli sciiti Houthi, che si ritiene godano del sostegno iraniano, una coalizione militare sostenuta dagli Stati Uniti, dall’Arabia Saudita e dagli Emirati è intervenuta nel 2015 con una massiccia campagna aerea volta a reinstallare il governo di Hadi. I combattimenti in Yemen hanno causato la morte di quasi 10.000 persone dal 2015 e ha scatenato quella che l’ONU ha denominato “la peggiore crisi umanitaria del mondo”. Circa 14 milioni di persone nello Yemen ora affrontano la carestia, con oltre 22 milioni di yemeniti, tre quarti della popolazione, che necessitano di assistenza umanitaria.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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