USA e Israele ufficialmente fuori dall’Unesco

Pubblicato il 1 gennaio 2019 alle 13:18 in Israele USA e Canada

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Israele e Washington hanno ufficialmente lasciato l’Unesco dopo l’annuncio del loro ritiro nel 2017, motivando che l’organismo è fazioso contro Israele.

Il ritiro, avvenuto ufficialmente il 31 dicembre ma anticipato da oltre un anno, è principalmente procedurale e simbolico, e testimonia la solida alleanza sancita tra i due Paesi, intenti a salvaguardare gli interessi di Israele all’interno di uno schema a loro dire fazioso nei confronti dello Stato mediorientale. Nonostante il ritiro americano, alcuni funzionari statunitensi hanno anticipato la possibilità che il Paese voglia rimanere impegnato in qualità di “Stato esterno osservatore” in “problematiche non politicizzate”, tra cui la promozione dei siti di interesse mondiale e dell’istruzione a livello globale. La richiesta di una tale qualifica potrebbe essere avanzata dagli USA durante i prossimi incontri del comitato esecutivo Unesco, che si terranno ad aprile 2019.

Le avvisaglie di tale manovra erano state gettate già in data 11 ottobre 2017, quando l’amministrazione Trump aveva annunciato il ritiro del proprio Paese dall’agenzia dell’Onu accusandola di aver assunto posizioni “anti-israeliane”. Tale affermazione era stata motivata dal fatto che, nel mese di luglio 2017, l’Unesco aveva dichiarato il centro di Hebron, città situata nella zona della Cisgiordania sotto l’occupazione israeliana, patrimonio mondiale palestinese. L’agenzia, con sede a Parigi, aveva altresì criticato l’occupazione da parte di Israele di Gerusalemme Est, riconoscendo antichi siti ebraici come siti di patrimonio palestinese, e concedendo, nel 2011, una piena adesione della Palestina come Stato membro del proprio organismo internazionale. Gli USA avevano allora richiesto “riforme radicali” dell’agenzia, e ritenendosi inascoltati, avevano pianificato l’abbandono dell’organo.

A distanza di un solo giorno, giovedì 12 ottobre 2017, anche Israele aveva annunciato il proprio ritiro dall’Unesco, attraverso un comunicato emanato dall’Ufficio del Primo Ministro, Benjamin Netanyahu, nel quale si leggeva: “Il Primo Ministro ha incaricato il ministro degli Esteri di preparare il suo ritiro dall’organizzazione, al fianco degli Stati Uniti”. Nel comunicato, Israele aveva altresì definito la decisione degli Stati Uniti “coraggiosa e morale”, accusando l’Unesco di essere diventata “il teatro dell’assurdo”. L’annuncio definitivo era poi stato comunicato il 22 dicembre, quando Netanyahu aveva chiesto all’ambasciatore d’Israele presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, Carmel Sharma-Hacohen, di inviare una lettera formale al direttore generale dell’istituzione, Audrey Azoulay, per annunciare la decisione di Israele di lasciare l’ente dal 31 dicembre 2018. La data è stata rispettata.

L’abbandono dei due Stati membri non avrà un forte impatto economico e finanziario sull’Unesco, in quanto già nel 2011 gli USA avevano effettuato un primo distanziamento dall’organizzazione, cancellando il proprio budget di contributi in protesta contro la decisione di far divenire la Palestina un membro a tutti gli effetti. Di conseguenza, nel 2013, gli Stati Uniti avevano perso il diritto di voto in seno all’organizzazione per aver tagliato i contributi finanziari. Da allora, i funzionari dell’Unesco stimano che gli USA, che precedentemente stanziavano circa il 22% del budget totale dell’agenzia, abbiano accumulato 600 milioni di dollari in debiti insoluti; questa sarebbe una delle principali ragioni che hanno spinto Trump a ritirarsi. Anche Israele ha un conto in negativo nei confronti dell’Unesco, che ammonterebbe a 10 milioni di dollari.

Era già successo prima che gli Stati Uniti uscissero dall’Unesco; l’amministrazione Reagan aveva abbandonato l’organismo internazionale nel 1984, reputandola “mal condotta”, corrotta, e usata per portare avanti gli interessi dell’allora URSS. Gli USA erano poi rientrati a far parte dell’Unesco il primo ottobre 2003.

L’Unesco (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) è un’agenzia di sviluppo globale con missioni che includono la tutela ambientale, la conservazione del patrimonio culturale e dei siti di interesse mondiale, la promozione dell’istruzione sessuale e dell’alfabetizzazione nei Paesi in via di sviluppo, l’accesso all’acqua potabile e la parità di genere.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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