Malta: tratti in salvo 249 migranti in tre operazioni separate

Pubblicato il 1 gennaio 2019 alle 11:59 in Europa Immigrazione

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Le forze armate di Malta hanno salvato 180 migranti in due operazioni di salvataggio nel Mediterraneo, lunedì 31 dicembre 2018, meno di 24 ore dopo aver salvato un altro gruppo composto da 69 persone.

La Valletta ha comunicato che una nave di pattuglia ha salvato 28 migranti da un gommone a 114 chilometri a sud-ovest di Malta, e altri 152 persone che si trovavano a bordo di una imbarcazione in legno nelle vicinanze. Si tratta della più ampia operazione di salvataggio eseguita dalle forze maltesi in molti mesi. Inoltre, domenica 30 dicembre, un’altra nave di pattuglia aveva salvato 69 migranti che si trovavano a bordo di un’altra nave in difficoltà, a sud-ovest dell’isola.

Tuttavia, ulteriori 49 persone si trovano ancora bloccati in mare, nonostante siano stati salvati da due imbarcazioni umanitarie di Organizzazioni Non Governative, poiché sia Malta che l’Italia si sono rifiutate di aprire i porti e accogliere i migranti sul loro territorio. Tale decisione fa parte della politica adottata dai due Paesi per fermare i flussi migratori dall’Africa. La Sea-Watch 3 aveva salvato in mare 32 persone il 22 dicembre, mentre la Sea-Eye’s Professor Albrecht Penck aveva tratto in salvo 17 persone sabato 29 dicembre. Entrambe le navi appartengono a ONG tedesche.

Jan Ribbeck, il capo della missione della seconda imbarcazione, ha dichiarato che, secondo la legge marittima, le persone salvate devono essere fatte sbarcare il più presto possibile. “È amorale che nessuno Stato europeo si prenda la responsabilità” ha sottolineato l’uomo, facendo pressioni su Malta perché accolga i migranti, in vista di una successiva redistribuzione negli altri Paesi dell’Unione Europea. Anche l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) ha chiesto che i migranti vengano fatti sbarcare in un porto sicuro prima che le condizioni meteo peggiorino.

Nel 2018, con le sue decisioni, l’Italia ha aperto la strada alle attività volte a ridurre il flusso di migranti verso l’Europa. Roma, infatti, ha vietato alle navi delle Organizzazioni Non Governative di attraccare ai porti italiani, e ha offerto più aiuti alla Libia per prevenire le partenze dei migranti. Secondo gli ultimi dati forniti dal governo italiano, al 28 dicembre sono entrati su territorio italiano via mare circa 12,977 migranti, una diminuzione pari all’87,9% rispetto al 2017 e pari al 92,8% rispetto al 2016.

Da quando Tripoli ha inasprito i controlli sui trafficanti di persone, il numero di migranti che passa da quella che è considerata la principale rotta migratoria verso l’Europa, ossia dalla Libia all’Italia attraverso il Mar Mediterraneo, è diminuito. Tuttavia, ci sono ancora centinaia di persone che muoiono in mare e l’estate e la stagione prescelta dai migranti per tentare l’attraversamento verso l’Unione Europea. Circa 720 persone sono morte nel Mediterraneo tra giugno e luglio, ossia da quando le navi umanitarie sono state per lo più assenti nell’area, secondo le stime di Amnesty International, che ha altresì accusato l’Italia e l’Unione Europea di “complicità” con la Libia tramite il loro rafforzato sostegno alla Guardia Costiera affinché essa impedisca le partenze e intercetti i migranti in mare per riportarli sulla terraferma, esponendoli a violenze e violazioni dei diritti umani.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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