Russia: nuovo sistema missilistico pronto per il 2019

Pubblicato il 31 dicembre 2018 alle 6:00 in Russia USA e Canada

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La Russia, nel 2019, aggiungerà al suo arsenale il nuovo S-350 Vityaz, sistema missilistico di difesa antiaerea di nuova generazione, ha riferito il Ministero della Difesa di Mosca; andrà a rimpiazzare il vecchio sistema S-300.

L’annuncio è stato dato dal Ministero della Difesa nella giornata di domenica 30 dicembre. Vityaz, letteralmente “Cavaliere”, è un sistema missilistico di difesa terra-aria a corto e medio raggio messo a punto dalla più grande impresa bellica nazionale, la Almaz-Antey Air, in cooperazione con la Space Defence Corporation. Nel comunicato si legge anche che l’esercito russo, nel 2018, ha dispiegato in Crimea, annessa dall’Ucraina il 18 marzo 2014, i sistemi missilistici Pantsir-S e S-400; parimenti è avvenuto nella regione artica posta sotto il dominio di Mosca, nell’exclave di Kaliningrad nel mar Baltico, e nel territorio russo situato all’estremo est, ossia la regione di Khabarovsk.

Mercoledì 26 dicembre, la Russia aveva condotto il test finale di un missile a capacità nucleare che vola a 20 volte la velocità del suono. Lo aveva dichiarato il presidente, Vladimir Putin, aggiungendo che l’arma entrerà a far parte dell’arsenale del Paese nel 2019. Si tratta di un missile innovativo che trasporta un carico utile potenzialmente nucleare; dopo essere stato lanciato da un razzo, l’aliante si stacca e scivola di nuovo a terra a velocità ipersoniche. La grande importanza data al test dai media russi sottolinea come la potenza nucleare sia diventata centrale nello  sforzo del Cremlino per rappresentare la Russia come una superpotenza globale agli occhi dell’opinione pubblica in patria e all’estero.

La Russia, nel corso degli ultimi anni, ha via via incrementato le proprie capacità militari mettendosi alla prova anche all’estero, in primis attraverso il suo coinvolgimento nel conflitto civile siriano, nel quale presta sostegno al regime del presidente siriano, Bashar al-Assad, soprattutto via aria, ma anche in Ucraina, creando tensioni con i Paesi occidentali.

Il recente sviluppo dell’arsenale russo ha allarmato gli Stati Uniti. In una disputa su un sistema missilistico separato, a raggio più lungo, Washington ha minacciato di tirarsi fuori dal trattato INF (Intermediate-range Nuclear Forces Treaty), lo storico accordo siglato, l’8 dicembre 1987, da Ronald Reagan e Michail Gorbačëv. Come motivo di tale minaccia, gli USA hanno sostenuto che un nuovo missile russo, il Novator 9M729 (chiamato dalla NATO “SSC-8”), violi il patto. Il trattato pose fine alla vicenda dei cosiddetti “euromissili”, ossia proibì a entrambe le parti di installare missili nucleari a raggio corto e intermedio sul territorio europeo. La Russia sostiene che il suo missile non violi il trattato INF e accusa gli Stati Uniti di aver inventato una scusa pretestuosa per abbandonare il trattato in modo da poter riprendere la messa a punto di nuovi missili.

A marzo, il Cremlino aveva annunciato che la Russia avrebbe effettuato tagli sul budget stanziato per la difesa, nel corso dei successivi 5 anni, portandolo a meno del 3% del PIL nazionale.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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