Fonti locali riportano che i soldati USA sono ancora a Manbij

Pubblicato il 31 dicembre 2018 alle 15:28 in Siria USA e Canada

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Nonostante l’annuncio del ritiro statunitense dalla Siria, domenica 30 dicembre, sono stati avvistati veicoli corazzati con la bandiera americana a Manjib.

È quanto riferisce The News Arab, il quale riporta le testimonianze di alcuni abitanti del posto che hanno segnalato la presenza americana. “La presenza dei soldati americani rassicura le persone, dal momento che la situazione sta diventando sempre più in tesa dall’annuncio del ritiro americano”, ha spiegato un 28enne proprietario di un negozio, ad avviso del quale, una volta che le truppe americane se ne andranno, Manbij rimarrà indifesa di fronte alle offensive turche contro i curdi-siriani.

Manbij ha sempre rappresentato uno dei maggiori punti di tensione del 2018 tra Ankara e Washington. A giugno, i due alleati NATO avevano raggiunto un accordo che prevedeva la rimozione delle People’s Protection Units (YPG) dalla città, ma Ankara si era lamentata del fatto che il piano d’azione era stato ritardato, e aveva minacciato l’intervento delle forze turche nel centro urbano qualora gli Stati Uniti non avessero rimosso velocemente i militanti curdi.

Pertanto il 12 dicembre, il presidente turco ha annunciato il lancio di una nuova operazione militare ad Est dell’Eufrate, nel Nord della Siria, per eliminare definitivamente i “terroristi” curdi che minacciano la Turchia. Le YPG, parte delle Syrian Democratic Forces (SDF), alleati chiave della coalizione internazionale a guida americana contro l’ISIS, sono considerate dalla Turchia un’organizzazione terroristica al pari del Kurrdistan Workers’ Party (PKK). L’obiettivo primario di Ankara è evitare che i curdi siriani riescano a prendere il controllo su un territorio vicino al confine con la Turchia, al fine di impedire che i curdi turchi, per emulazione, possano rivendicare a loro volta una regione indipendente. 

Il 28 dicembre, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha assicurato che la Turchia si ritirerà dalla Sirianon appena le YPG lasceranno Manbij. Lo stesso giorno, l’esercito siriano è entrato a Manbij,per la prima volta in oltre 6 anni. L’ingresso dei soldati siriani è avvenuto su richiesta dei curdi che, dopo l’annuncio da parte del presidente americano, Donald Trump, in merito al ritiro delle truppe USA dalla Siria, hanno chiesto appoggio direttamente al regime siriano per contrastare le offensive turche. Tuttavia, un portavoce delle YPG, Nuri Mahmoud, ha negato l’entrata delle forze di al-Assad a Manbij, specificando che si trovano fuori dalla città. Mahmoud ha spiegato che, nonostante i soldati siriani non possano entrare nell’area, le YPG li accoglierebbero positivamente per aiutarli a difendersi dalle offensive della Turchia.

Nel frattempo, il 29 dicembre, icomandanti delle forze USA in Siria, in procinto di ritirarsi per volere del presidente americano, hanno intimato che venga concesso alle milizie curde delle YPG di rifornirsi di armi americane.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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