Bangladesh: Hasina premier per la terza volta

Pubblicato il 31 dicembre 2018 alle 8:25 in Asia Bangladesh

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L’alleanza della premier bengalese, Sheikh Hasina, ha vinto le elezioni in Bangladesh con una maggioranza schiacciante. È quanto ha annunciato la commissione elettorale lunedì 31 dicembre, conferendole il terzo mandato consecutivo. La vittoria consolida i dieci anni di governo di Hasina sul Bangladesh, dove i suoi sostenitori le attribuiscono un forte miglioramento economico e lo sviluppo generale del Paese asiatico, mentre i suoi critici la accusano di violazioni dei diritti umani, di aver effettuato una forte repressione nei confronti dei media e dei dissidenti. Da parte sua, Hasina ha sempre negato tali indiscrezioni.

L’alleanza che ha vinto alle elezioni, chiamata Awami League e considerata un alleato dell’India, ha ottenuto 287 dei 298 seggi, secondo quanto dichiarato dalla commissione elettorale. Il principale partito di opposizione, il Bangladesh Nationalist Party (BPN), che aveva boicottato le ultime votazioni nel 2014, ha ottenuto soltanto 6 seggi.

Come suggerisce Reuters, uno dei primi obiettivi di Hasina potrebbe essere aumentare il salario minimo per i lavoratori delle industrie tessili del Bangladesh, che sono le seconde al mondo dopo la Cina. Nel corso della giornata di lunedì 31 dicembre, la premier incontrerà la stampa per rilasciare dichiarazioni al riguardo. Il leader dell’opposizione, Kamal Hossain, ha riferito che la sua alleanza, ovvero la National Unity Front, guidata dal BPN, ha chiesto alla commissione elettorale di indire nuove votazioni sotto il controllo di un’amministrazione neutra “il prima possibile”.

La campagna elettorale ed il giorno delle votazioni sono stati caratterizzati dalle violenze. Secondo le stime della polizia, almeno 17 persone sono morte durante lo svolgersi delle elezioni e si sono registrati ulteriori disordini, sebbene l’accesso a internet sia stato completamente oscurato fino alla mezzanotte del giorno dopo per impedire fuoriuscite, vere o tendenziose, che rischiassero di mettere in moto scontri e rappresaglie. Nonostante i morti, Abdul Malik, segretario presso il Ministero dell’Informazione, ha dichiarato che le elezioni si sono svolte “pacificamente e con successo”.

Hossain ha dichiarato che, al contrario, queste ultime votazioni sono state “senza precedenti”, in quanto i candidati hanno riportato di aver visto ostruzioni ai seggi da parte di attivisti, che hanno persino bloccato i membri dell’opposizione. Il figlio di Hasina, Sajeeb Wazed, membro dell’Awami League, ha smentito tali accuse, riferendo all’emittente britannica che nessuno ha intimidito i votanti. “Ci sono state lunghe code e le votazioni si sono svolte pacificamente”, ha assicurato Qazed.

Nel frattempo, il premier indiano, Narendra Modi, si è congratulato con Hasina per la vittoria, definendola molto importante per la pace ed il progresso del Bangladesh. Tali elezioni sono cruciali per la strategia che il Bangladesh adotterà per la risoluzione del problema dei Rohingya, minoranza musulmana del Myanmar, vittima di una violenta repressione attuata dall’esercito e dalla maggioranza buddhista del loro Paese d’origine. La minoranza ha cominciato un vero e proprio esodo, dall’agosto 2017, e si è rifugiata nel vicino Bangladesh. I due Stati si sono accordati per il rimpatrio volontario dei Rohingya, che doveva cominciare a novembre 2018, ma, a seguito dell’allarme internazionale lanciato dalle agenzie dell’Onu e la riluttanza della minoranza a tornare in Myanmar, si è deciso di posticipare il rimpatrio a seguito delle elezioni a Dhaka.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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